ringrazio di cuore chi ha ripreso questo post e ha fatto pubblicità a questo disco, in particolare Graciete, Nihilalieno, Annav e Samizdat on Line. ringrazio anche Julia, ZiaCris e Diggiu che lo hanno ascoltato e a cui è piaciuto; ringrazio pure Fiordicactus, che capirà se non ci sono i pezzi qui da.... scaricare. questo è un lavoro a cui ho avuto il privilegio di partecipare, ed è il frutto di una amicizia e di una compagnia molto importanti per la mia vita e per la mia famiglia. secondo me è anche molto bello, ma c'è conflitto di interessi.....
allora, ricapitolo per l'amico stefano, che tra un po' torna dalle vacanze e spero che sia stato bene, e gli facciamo vedere quanti amici ancora sconosciuti hanno pensato a lui, con banner, commenti e persino dei post..... graciete nihilalieno annav samizdat on line julia ziacris diggiu upi factum
ecco, me ne vado da qualche parte per un po', spero al sole, sicuramente in buona compagnia.
e così mi è venuta in mente una canzone.
mi è ritornata in mente ieri, per una di quelle strane associazioni che talvolta si impossessano di apprendisti-ingegneri e malati di mente (non che ci siano tantissime differenze...).
stavo parlando con una amica, una donna formidabile, allegra, gioiosa, contagiosa, paziente e serena: insomma una gran donna, che però ritiene sia un difetto non avere studiato il latino. e così quando nella conversazione, cercando parole per consolare una anima in pieno subbuglio, è spuntata la locuzione "horror vacui" lei mi ha chiesto "e che vuol dire: correre nel vuoto?"
eheh, cara amica, no. quello semmai sarebbe "corror vacui"....
però mi piace: correre nel vuoto, correre al buio, ballare al buio....
qualche giorno fa, sintonizzato su vivaradio2, il programma di fiorello , mi è capitato di ascoltare gli ormai mitologici jalisse (....) mentre riproponevano il loro grande (e per fortuna unico...) successo "fiumi di parole" con il quale secoli fa hanno persino vinto sanremo.
ora, essendo ormai assodato che persino il peggiore dei jalisse (e fortunatamente sono solo due) è comunque di gran lunga preferibile a uno qualunque dei giovanòcaparètristicchi falsi, pallosi e moralisti che imperversano sulle radio ad ogni ora, mi rimane comunque, oggi, lo stesso dubbio che mi assillò all'epoca in cui i jalisse vinsero sanremo:
a) fra le attività a cui dedicarmi per diletto, invece che la musica avrei dovuto preferire decisamente altro, tipo "entomologia dei macachi birmani", magari con una tesi specifica su "banane e lamponi, ovvero la coscienza della fenomenologia dell'essere nel macaco birmano"
b) i jalisse sono i proprietari del teatro ariston
alcune persone, per motivi diversi a me assai care, ad esempio qui oppure qui, stanno in questi giorni "parlando" della gioventù, della giovinezza, della speranza di futuro e della paura dell'ignoto che esso per molti versi rappresenta.
scelgo sempre questa canzone e non mi servirebbe altro (anche se tengo sempre le orecchie aperte...) per ricordarmi di cosa si possa augurare ad una persona cara.
a proposito di questa esibizione, una amica mi diceva che non le piaceva molto e sottolineava il fatto che quella sera Bob Dylan non fosse precisamente in gran forma. diciamo la verità: sembrava ubriaco, e molto probabilmente lo era. ma stava pur sempre cantando davanti al Papa, e non certo per farsi pubblicità, dato che in tanti posti del mondo lui è senza dubbio più popolare del Papa... si è tolto il cappello, cosa non usuale per lui, forse come segno di quel rispetto che si ritiene non abbia avuto ubriacandosi; è un gesto banale, insignificante? forse lo è per noi, non so se lo sia stato anche per lui. però l'ha fatto. e comunque, da ubriaco, ha cantato e suonato quella canzone (fatta migliaia di altre volte) con lo stessa passione e lo stesso desiderio di tutti quelli che aveva di fronte; e con umiltà l'ha offerta al Papa.
neanche al concerto di Natale in sala nervi i vari personaggi che si esibiscono ogni anno, tutti rigorosamente sobri e gongolanti, sono mai riusciti a mostrare un decimo dell'umiltà di Bob Dylan ubriaco. ogni volta che penso a quest'episodio mi viene in mente Duccio da Boninsegna, di cui si dice fosse un grande bestemmiatore e puttaniere. una canzone di Bob Dylan forse non vale un suo dipinto. forse......
Ci sono suoni che ti affascinano appena li senti, ti toccano in profondità, in una parte del tuo cuore che neanche tu conosci tanto bene. Per me, il maestoso organo a canne della cattedrale, capace di farsi piccolo piccolo, come il flautino di tua figlia, per poi avvolgerti di gloria con i suoi “ripieni”. Come nel finale della “Toccata e Fuga”, che ti fa venire le lacrime insieme di gioia, vergogna, commozione: gioia per il grande dono che ti viene fatto, per la grandezza di cui l'uomo è capace, vergogna per l'indegnità tua nei confronti di quel dono, per le bassezze di cui tu sei capace, commozione che parte dal cuore e lo stringe come quando da bambino avevi fatto una marachella e venivi scoperto ma anche come quando l'amore della tua vita ti ha detto sì. E gli occhi si gonfiano, la gola ti duole.
Ci sono suoni che sono come voci. Voci di un'altro mondo, di un'altra terra, che chiamano, in-vocano, chiedono la tua attenzione. A volte è un Hammond ed i suoi accordi fanno da sfondo al canto, un canto che ti racconta storie di fiumi che nascono, attraversano paesi ed arrivano al mare e che poi lascia soli gli strumenti a seguire il corso del fiume dalla timidezza della sorgente alla maestosità della foce.
E quando il suono ti ha catturato, ti rendi conto che ti sta parlando. Il suono è bello, ma non è solo quello...ti sta parlando, e ti parla di Bellezza. Ed il fascino della sua voce viene in gran parte dal fascino di ciò di cui ti parla. Te ne rendi conto quando, catturato dal suono, le mani timidamente appoggiate alla tua prima tastiera, vorresti fare anche tu lo stesso, evocare quei suoni, suscitare quelle emozioni. Allora ti rendi conto di quanto ti resti difficile. Capisci che quella voce bellissima deve in gran parte il suo fascino e la sua potenza a quello che dice: le sequenze di note, gli arpeggi impetuosi, gli accordi struggenti sono il suo messaggio, messaggio che è nato nel cuore di un uomo, ma messo lì da un Altro che è voluto giungere a te anche per quella strada. Non puoi parlare della Bellezza se la Bellezza non ti parla, o forse dovrei dire se non l'ascolti, se non l'hai incontrata, se non ti risuona prima di tutto nel cuore. Ed allora può essere una disperazione...o l'inizio di una vocazione.