Cos'è la vita umana?
Ho seri dubbi che si possa rispondere a questa domanda senza ricorrere a un punto di vista più alto rispetto alla scienza (fisica, medica, etc.).
Tutte le volte che è necessario "spiegare" qualcosa che ad un certo livello è solo "descrivibile" occorre passare ad un punto di vista più alto. Ad esempio, la fisica può dirmi com'è fatto un atomo e come si formano i legami fra atomi per formare molecole, ma se voglio rendere conto delle reazioni chimiche che avvengono, prevedere nuove reazioni possibili etc., devo passare ad un livello superiore in cui entrano in gioco i concetti della chimica. Così se voglio comprendere quello che avviene in un organismo vivente (anche se è basato su reazioni chimiche) devo passare al punto di vista della biologia, che fa entrare in gioco nuovi concetti, un punto di vista superiore: la chimica da sola non mi dice, ad esempio, perché in un organismo vivente avvengono certe reazioni chimiche e non altre. Questo perché il concetto di “organismo vivente” non le appartiene. Le finalità delle cellule e dei loro componenti vanno "comprese", cioè "spiegate", da un punto di vista più alto.
Saranno necessari punti di vista ancora più alti per comprendere insiemi organizzati di cellule. Il corpo umano richiederà le varie branche della scienza medica. Ad esempio il cervello mi porterà alla neuropsichiatria e altre branche collegate.
Una società di uomini, poi, richiederà il punto di vista delle scienze umane...
Insomma: non è possibile "comprendere" veramente qualcosa rimanendo al livello puramente descrittivo. I processi fisici, chimici, biologici e via dicendo possono aiutarmi a descrivere cosa accade in un uomo vivo ma non mi dicono veramente “cosa è” la vita umana, non la spiegano. Occorre un punto di vista più ampio, che possa includere e coordinare tutti gli altri e metterli in relazione in una visione allargata. Altrimenti siamo nella situazione di quegli esseri bidimensionali di "Flatland" che non hanno ancora scoperto la terza dimensione.
Questo punto di vista allargato non può che meritare il nome di “metafisica”. Va infatti al di là di quello che è il puro e semplice punto di vista “fisico”, il quale soltanto al livello più alto della metafisica può essere veramente compreso. La metafisica si occupa del reale, dell'essere, nella sua globalità e quindi è un punto di vista più alto rispetto alle scienze comunemente intese, che si occupano di ciò che è misurabile.
La più grossa obiezione a questo ragionamento è che una metafisica non sia veramente possibile, che il reale, l'essere, siano al di fuori della nostra portata. Occorrerebbe quindi una lunga premessa per sostenere la possibilità di una metafisica, per portare il lettore a comprendere come possa essere possibile una metafisica e che cosa si intenda per “metafisica”. Occorrerebbe partire dal problema della conoscenza, cosa sia conoscere e “che cosa conosco quando conosco” qualcosa. Chissà, forse c'è materia per una serie di post...
Nota 1: Questo post è stato ispirato dai commenti a questo post di Nihil, specialmente una osservazione di anonimok nel suo commento #37.
Nota 2: quando si parla di metafisica in genere viene in mente qualcosa che non ha niente a che fare con la vita...non è così...anche su questo punto penso di tornare...







