La Società dei Rockers Estinti

   Capitano, mio capitano
 

ciò che c'è

si trova qui oppure qui. e poi vi saluto.

ringrazio di cuore chi ha ripreso questo post e ha fatto pubblicità a questo disco, in particolare Graciete, Nihilalieno, Annav e Samizdat on Line. ringrazio anche Julia, ZiaCris e Diggiu che lo hanno ascoltato e a cui è piaciuto; ringrazio pure Fiordicactus, che capirà se non ci sono i pezzi qui da.... scaricare. questo è un lavoro a cui ho avuto il privilegio di partecipare, ed è il frutto di una amicizia e di una compagnia molto importanti per la mia vita e per la mia famiglia. secondo me è anche molto bello, ma c'è conflitto di interessi.....

allora, ricapitolo per l'amico stefano, che tra un po' torna dalle vacanze e spero che sia stato bene, e gli facciamo vedere quanti amici ancora sconosciuti hanno pensato a lui, con banner, commenti e persino dei post.....
graciete
nihilalieno
annav
samizdat on line
julia
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diggiu
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factum

giorgetto2rock martedì, 01 luglio 2008 | Permalink | commenti (24)
songs, friends, guitars, keyboards, basses
 

Suoni II - Voci


Ci sono suoni che ti affascinano appena li senti, ti toccano in profondità, in una parte del tuo cuore che neanche tu conosci tanto bene. Per me, il maestoso organo a canne della cattedrale, capace di farsi piccolo piccolo, come il flautino di tua figlia, per poi avvolgerti di gloria con i suoi “ripieni”. Come nel finale della “Toccata e Fuga”, che ti fa venire le lacrime insieme di gioia, vergogna, commozione: gioia per il grande dono che ti viene fatto, per la grandezza di cui l'uomo è capace, vergogna per l'indegnità tua nei confronti di quel dono, per le bassezze di cui tu sei capace, commozione che parte dal cuore e lo stringe come quando da bambino avevi fatto una marachella e venivi scoperto ma anche come quando l'amore della tua vita ti ha detto sì. E gli occhi si gonfiano, la gola ti duole.


Ci sono suoni che sono come voci. Voci di un'altro mondo, di un'altra terra, che chiamano, in-vocano, chiedono la tua attenzione. A volte è un Hammond ed i suoi accordi fanno da sfondo al canto, un canto che ti racconta storie di fiumi che nascono, attraversano paesi ed arrivano al mare e che poi lascia soli gli strumenti a seguire il corso del fiume dalla timidezza della sorgente alla maestosità della foce.


E quando il suono ti ha catturato, ti rendi conto che ti sta parlando. Il suono è bello, ma non è solo quello...ti sta parlando, e ti parla di Bellezza. Ed il fascino della sua voce viene in gran parte dal fascino di ciò di cui ti parla. Te ne rendi conto quando, catturato dal suono, le mani timidamente appoggiate alla tua prima tastiera, vorresti fare anche tu lo stesso, evocare quei suoni, suscitare quelle emozioni. Allora ti rendi conto di quanto ti resti difficile. Capisci che quella voce bellissima deve in gran parte il suo fascino e la sua potenza a quello che dice: le sequenze di note, gli arpeggi impetuosi, gli accordi struggenti sono il suo messaggio, messaggio che è nato nel cuore di un uomo, ma messo lì da un Altro che è voluto giungere a te anche per quella strada. Non puoi parlare della Bellezza se la Bellezza non ti parla, o forse dovrei dire se non l'ascolti, se non l'hai incontrata, se non ti risuona prima di tutto nel cuore. Ed allora può essere una disperazione...o l'inizio di una vocazione.



poemen mercoledì, 14 maggio 2008 | Permalink | commenti (10)
songs, life, keyboards
 

Suoni I - Incontro

- “Sta per entrare il pianoforte...ecco!...senti che bello!” [1]
Un paese di montagna, un'estate di tanti anni fa. Dietro il portone di un appartamento, due ragazzi stanno seduti sulle scale che dall'ingresso salgono al primo piano, un vecchio mangianastri poggiato su un gradino sta suonando una cassetta, altre cassette sono impilate a fianco.
- “Ma cos'è questo strumento? Sembra un coro!” [2]
- “Questo? E' un mellotron!”.
Paolo sa di cosa sta parlando ed è felice di spiegare.
- “Adesso cambia tempo...segui il basso...ecco, ci siamo!”. [3]
Una scoperta.
Questa roba l'avevo sentita qualche volta alla radio e non mi era piaciuta. Roba che non capivo, roba senza capo né coda. Ma ora è diverso: adesso c'è un amico che mi ci accompagna “dentro”, e nel farlo diventa ancora più amico, anzi è proprio ora che sta diventando amico.
- “Senti questi accordi, non è bello?” [4]
- “Hai ragione, specie quando entrano i cori! Che strumento hai detto che è?”
- “Un mellotron. Sa fare anche i suoni dei violini, senti? Anche questi li fa il mellotron.”[5]
In fondo ci si conosce da pochi giorni: com'è che ora passiamo l'ora della siesta su queste scale, ogni santo giorno? Abbiamo iniziato in tre, anche per colpa di un luglio piovoso come pochi altri, per passare il tempo. Ben presto siamo rimasti solo noi due,  io contagiato dall'entusiasmo di Paolo, lui contento di condividere con me una bellezza che ha scoperto.
Suoni che prima mi sembravano accozzati senza un senso, ritmi che non riuscivo a seguire, adesso mi parlano, mi incantano...le parole non le capisco, non ancora, e tanti passaggi mi suonano ancora duri e strani, ma quello che mi ha colpito finora è più che sufficiente per farmi insistere, per farmi ascoltare ancora, per cercare di capire anche i passaggi più ostici, fidandomi di Paolo, affidandomi alle sue scelte:
- “Questo te lo faccio sentire la prossima volta, è meglio quest'altro per iniziare”.
E l'estate vola, come tante altre sono volate e voleranno. Ma questa lascerà un segno, un seme, qualcosa che poteva ancora non essere (quante cose dovevano ancora accadere!) ma che poi è stato. E dopo tanti anni, ripensando a quei pomeriggi seduti sulle scale, si muove qualcosa laggiù in fondo al cuore e nasce una parola, una sola, che pian piano viene a galla: “Grazie.”.

[1] L'inizio di "Dancing with the moonlit knight" da Selling England by the Pound dei Genesis.
[2] stesso brano, verso il minuto 2:00 ma anche (ancora più bello) da 3:45 in poi.
[3] "The Cinema Show" (stesso album) dal minuto 5:57
[4] "The Cinema Show" circa 7:00.
[5] "Firth of Fifth" (stesso album) 6:48

[PS: con questo post inizio a scrivere qui. Grazie, giorgetto2rock! Poemen]

poemen mercoledì, 30 aprile 2008 | Permalink | commenti (26)
life, keyboards
 

ma le gambe

norah joneswurlitzer

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

le gambe non mi piacciono di più. mi piacciono come tutto il resto. però mi piacciono. comprese quelle di norah jones, anche di lei mi piace pure tutto il resto. mi piacciono persino le gambe di quel pianoforte che c'ha davanti....

nel player un pezzo di altri tempi. al piano, quel piano, il vostro rocker.....d'istinto

giorgetto2rock giovedì, 14 febbraio 2008 | Permalink |
songs, friends, keyboards, voices
 

come potrei vivere senza aria

¿Cómo pudiera un pez nadar sin agua?
¿Cómo pudiera un ave volar sin alas?
¿Cómo pudiera la flor crecer sin tierra?

attenzione, non è tutto oro quello che luccica, e i sentimenti a volte giocano brutti scherzi. la musica resta, però, intatta. ci si può fidare, della musica?

 

PS. lo so che adesso le mie coriste si incapperano, ma.... se mi trovate una corista così, prometto che mi faccio crescere i capelli come il cantante

giorgetto2rock venerdì, 08 febbraio 2008 | Permalink |
songs, guitars, keyboards, voices, basses