Ci sono pezzi che evadono dal contesto. Sono troppo grandi per non volare.
E non si può non essere rapiti, strappati, o anche allucinati, dal tormento di ciò che vive al dì sopra delle cose, di ciò che si libra in alto. Street Spirits per me è questo. Un arpeggio quasi ossessivo, sapientemente arrangiato da una batteria in leggero crescendo, ed una melodia che sembra voler affondare il coltello nel cuore
Questo pezzo fa parte della colonna sonora della mia vita. Non è una hit, non è un singolo, non è uno dei più significativi del gruppo. Ma è per questo che mi piace: non c'è bisogno di essere ai vertici, per essere intensi, per essere vivi, per trasmettere qualcosa. Non solo le leggende possono far sognare.
L'hard rock/blues californiano dei Metallica incontra l'armonia classica, fondendosi in uno dei rarissimi esperimenti del genere.
Bleeding Me - Aspettami
scusate, mi intrometto solo per presentarvi il nuovo componente di questo eterogeneo blog. dopo leilani ora tocca a invisiblekid. ha scelto questo pezzo per presentarsi e io lo ringrazio olto, sia del pezzo che di essere qui.
Leonard Cohen l'ha messa al mondo nel 1984, chiuso in una stanza d'albergo, scartando pile e pile di versi prima di trovare quelli giusti. E' stata ripresa da decine di artisti, tanto quanto Knockin on Heaven's Door di Dylan e con lo stesso impatto emotivo. Io non sono in grado di trovare le parole adatte per descrivere quello che rappresenta per me, so solo che sentendo Jeff Buckley cantarla pochi riescono a evitare gli occhi lucidi.
E' redentiva e dolorosa allo stesso tempo, fa leva su un'esperienza universalmente condivisa, quasi come una crisi di pianto liberatoria - love is not a victory march, it's a cold and it's a broken hallelujah (l'amore non è una marcia vittoriosa, è un hallelujah freddo e spezzato). Si potrebbero perdere ore a spiegarne tutti i riferimenti, ma secondo me va semplicemente ascoltata ed amata.
(in caso qualcuno si chiedesse chi sono e cosa ci faccio qui, sono stata assunta dal padrone di casa come occasionale consulente musicale, salve a tutti ^_^)
prima di tutto la dedica: a factum, che si stupisce (giustamente) di centoquarantamila persone che pagano il biglietto per vedere un rocker.... queste non le ho contate, ma ho la netta impressione che siano molto ma molte di più ! :-)
può sembrare strano che ci sia da tirare fuori del buono da michael jackson.
questa canzone, per esempio, ha un testo pieno zeppo di luoghi comuni ad altissimo contenuto glicemico, ed il video "ufficiale", così come questo del resto, è altrettanto pieno di immagini che più "comuni" non si può.
dal punto di vista musicale il brano "sta in piedi" su collaudatissimi stratagemmi, le armi più potenti di michael jackson: una voce inconfondibile, risultato di una combinazione unica di timbrica, intonazione e ritmica; un uso dei cori perfettamente in sintonia con la sua voce e, in questo caso, un basso dalle soluzioni armoniche molto semplici ma arricchito da una ritmica virtuosa e potente.
per intenderci, il basso svolge due principali figure armoniche, una discendente (tipo do, si la, sol, peraltro usata solo una volta) e principalmente una, quella del ritornello, ascendente (do, mi, fa, sol). sono soluzioni molto semplici e di sicuro risultato, attorno alle quali il "manico" del bassista sviluppa alcuni virtuosismi di grande effetto
con una roba del genere sotto al culo, anche uno stonato potrebbe far la sua porca figura. figuriamoci se a cantare c'è michael jackson....!!!!!!
questo era giusto per fare un esempio dell'ambito in cui si muove questo pezzo, tralasciando tutto il resto, arrangiamento di grande presa (come ad esempio il lungo finale in cui il brano resta sempre sullo stesso accordo e così conclude non risolvendolo mai nella tonalità), gli stop, le modulazioni, il balletto, le luci, i suoni, gli svenimenti vari, etc....
quello che ha attirato la mia attenzione è il testo del ritornello:
Loro s'inseguono nel vento lo sai
perchè non hanno un posto dove andare
è per questo che io voglio che tu sappia
Che inizierò con l'uomo che vedo allo specchio
gli ho chiesto di cambiare la sua strada
e nessun messaggio può essere più chiaro
se tu vuoi rendere il mondo un posto migliore
se vuoi rendere il mondo un posto migliore
guarda a te stesso e fai un cambiamento
se vuoi rendere il mondo un posto migliore
guarda a te stesso e fai un cambiamento
banale, vero? eppure, non si tratta in fondo di conversione?
ringrazio Dio di avermi dato un cuore pulsante, palpitante.
lo ringrazio per avermi donato un cuore sempre in subbuglio, mai sazio, ferito, sanguinante, pieno di desiderio, facile all'ira così come al dono, facile al pianto così come al riso.
ringrazio Dio per avermi donato un cuore così, capace di essere felice
Badlands è un caposaldo nella storia del rock, e pure in tante altre storie. è una di quelle canzoni che racconta bene una situazione, ma nel contempo è immensamente "evocativa", cioè capace di arrivare a ciascuna persona e "tirargli fuori" dall'anima un sentimento, un senso, una evidenza e un significato personale, cioè perfettamente calzante con la propria vita e soprattutto con i desideri del proprio cuore
in questa storia le "badlands" sono le periferie suburbane, i sobborghi poveri, i luoghi dove vivere è competizione, guerra, contro gli altri, contro se stessi, contro il degrado della propria anima, contro il conformismo che chiuque altro vuole importi per misurarsi con te ed esserti superiore.
ma non è affatto difficile che queste badlands, questi "postacci", possano evocare ben altri luoghi, apparentemente più lindi e profumati, superficialmente pieni di serenità e mitezza, dove il metro di paragone diventa la capacità di usare l'intelligenza per manipolare la realtà, per manipolare gli altri, per misurarli con un metro solo appena un poco diverso da quello di un ghetto; ma non meno violento.
Il povero vuole essere ricco
Il ricco vuole essere un re
E un re non è mai soddisfatto
Fino a che non comanda ovunque
Voglio uscire stasera
Voglio scoprire quel che ho
Ora credo nell'amore che mi hai dato
Credo nella fede che mi potrà salvare
Credo nella speranza e prego che un giorno
Mi risolleverà al di sopra di questi
"Postacci"
Per quelli che hanno una certezza
Una certezza radicata
Che non è peccato essere felici di essere vivi
Voglio trovare un viso che non mi giudichi nel profondo
Voglio trovare un posto
Voglio sputare in faccia a questi
"Postacci"
Sono preso in mezzo a un tiro incrociato
Che non riesco a capire
Ma c'è una sola cosa che so per certo
Non me ne frega niente
Delle solite vecchie scene
Non me ne frega niente
Di quelle ancora in atto
Dolcezza, io voglio il cuore, io voglio l'anima
Voglio il controllo proprio ora
Parlare di un sogno
Cercare di realizzarlo
Ti svegli di notte
Con una paura così vera
Spendi la vita aspettando
Un momento che non vuole arrivare
Bene, non perdere il tuo tempo ad aspettare
in questo video c'è tutto ciò che io trovo nella musica, e in alcuni personaggi in particolare, anche se non necessariamente "rock": emozione, tensione, esaltazione, amore, bellezza, gusto, senso, destino. vita.
nel lungo intermezzo centrale, in cui la ritmica continua a martellare mentre la dinamica del suono si abbassa per lasciare spazio al coro del pubblico, ecco in quel coro a me pare di scorgere qualcosa di molto simile a un popolo, ingenuo e instabile, ma popolo, così tanto simile a come poteva essere la moltitudine che seguiva Gesù e che, pur essendo da lui sfamata e saziata, ancora pensava di poterne fare un semplice re. un popolo però così desideroso di ascoltare quella parola che il cuore di ciascuno di loro desiderava, da far dire a Gesù, nella sinagoga, la cosa più scandalosa di tutte: chi mangerà del mio corpo e berrà del mio sangue vivrà in eterno.
nessuna stupida illusione: Bruce non è Gesù e nemmeno crede di esserlo nè io credo che lo sia. per me rimane "solo" una forza della natura... un genio, cioè qualcuno capace di farmi percepire la bellezza di Dio attraverso la verità della sua ispirazione e attraverso una dedizione totale ad essa. tutto qui.
Bene , io non sono un eroe, questo lo sanno tutti
E l'unica redenzione che ti posso offrire, donna
Sta sotto questo sporco cofano
Ehi, cos'altro ci rimane da fare se non tirare giù il finestrino
E lasciare che il vento spinga indietro i tuoi capelli
La notte è tutta per noi
ho preso questa chitarra e ho imparato a farla parlare
La macchina è là dietro se sei pronta ad iniziare questo lungo viaggio
Dalla tua veranda al mio sedile anteriore la porta è aperta ma la corsa non è gratis
E so che ti senti malinconica per le parole che non ti ho detto
Ma stanotte saremo liberi e tutte le promesse saranno infrante
Avevo quindici anni quando ascoltavo questa canzone, ed una ragazza aggrappata alle mie spalle, sulla sella del motorino. Oggi ne ho trenta di più. Ma nessuna promessa è infranta, e io sto ancora viaggiando su una strada infuocata, in una notte d'estate, con la stessa ragazza seduta al mio fianco. E la radio accesa. Ma Roy Orbison canta per altri, stanotte; non per noi, baby
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