La Società dei Rockers Estinti

   Capitano, mio capitano
 

Suoni II - Voci


Ci sono suoni che ti affascinano appena li senti, ti toccano in profondità, in una parte del tuo cuore che neanche tu conosci tanto bene. Per me, il maestoso organo a canne della cattedrale, capace di farsi piccolo piccolo, come il flautino di tua figlia, per poi avvolgerti di gloria con i suoi “ripieni”. Come nel finale della “Toccata e Fuga”, che ti fa venire le lacrime insieme di gioia, vergogna, commozione: gioia per il grande dono che ti viene fatto, per la grandezza di cui l'uomo è capace, vergogna per l'indegnità tua nei confronti di quel dono, per le bassezze di cui tu sei capace, commozione che parte dal cuore e lo stringe come quando da bambino avevi fatto una marachella e venivi scoperto ma anche come quando l'amore della tua vita ti ha detto sì. E gli occhi si gonfiano, la gola ti duole.


Ci sono suoni che sono come voci. Voci di un'altro mondo, di un'altra terra, che chiamano, in-vocano, chiedono la tua attenzione. A volte è un Hammond ed i suoi accordi fanno da sfondo al canto, un canto che ti racconta storie di fiumi che nascono, attraversano paesi ed arrivano al mare e che poi lascia soli gli strumenti a seguire il corso del fiume dalla timidezza della sorgente alla maestosità della foce.


E quando il suono ti ha catturato, ti rendi conto che ti sta parlando. Il suono è bello, ma non è solo quello...ti sta parlando, e ti parla di Bellezza. Ed il fascino della sua voce viene in gran parte dal fascino di ciò di cui ti parla. Te ne rendi conto quando, catturato dal suono, le mani timidamente appoggiate alla tua prima tastiera, vorresti fare anche tu lo stesso, evocare quei suoni, suscitare quelle emozioni. Allora ti rendi conto di quanto ti resti difficile. Capisci che quella voce bellissima deve in gran parte il suo fascino e la sua potenza a quello che dice: le sequenze di note, gli arpeggi impetuosi, gli accordi struggenti sono il suo messaggio, messaggio che è nato nel cuore di un uomo, ma messo lì da un Altro che è voluto giungere a te anche per quella strada. Non puoi parlare della Bellezza se la Bellezza non ti parla, o forse dovrei dire se non l'ascolti, se non l'hai incontrata, se non ti risuona prima di tutto nel cuore. Ed allora può essere una disperazione...o l'inizio di una vocazione.



poemen mercoledì, 14 maggio 2008 | Permalink | commenti (10)
Commenti
#1   14 Maggio 2008 - 11:00
 
oh..........
quel contrappunto di synth attorno al minuto 2 e mezzo......
fin dalla prima volta che l'ho sentito. pare...........
non so, sarà banale dirlo, a me è sempre sembrato un cielo nuvoloso che si apre, un braccio che scnede nello squarcio di luce e una mano che ti si apre.... sono qui!!!
e che poi si apre in tempi dispari, ti spiazza, si muove, si chiude, si riapre, non sta ferma, mica pensi di potertene stare lì a rimirartela....
come dire "sono qui, ma adesso pedala, vai!!!"

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giorgetto2rock

#2   14 Maggio 2008 - 12:32
 

Dici all'inizio della parte strumentale? La parte che sul disco in studio era suonata col flauto?

A me colpisce soprattutto a 3:57 quando, verso metà dell'assolo, dopo la parte più in staccato a 3:47, si sale verso le note più acute, gli accordi dell'organo si distendono sotto le note del synth. Le stesse sensazioni che mi prendono dopo il 6:45 della Toccata...

Per non parlare dell'assolo di chitarra, quando a 5:45 entrano in azione il mellotron (violini) ed i bass pedals...

E poi trovarsi a suonarla, tanti anni dopo, e scesi dal palco a notte inoltrata, mentre smonti gli strumenti, quelli del service mettono la parte strumentale. Vai lì e gli dici, scherzando "avete messo l'originale per farci vergognare?" e quelli "Macché originale, questi siete voi, vi abbiamo registrato!".

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente poemen

#3   14 Maggio 2008 - 15:10
 
il suono è quella cosa favolosa che ti mette in contatto con la tua anima, che da sfogo ai tuoi pensieri e alle tue paure, il suono è quella cosa che ti accarezza e ti scalda nei momenti di solitudine
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ziacris

#4   14 Maggio 2008 - 17:25
 
Toccata e fuga in re minore di Bach! Quanti ricordi mi evoca.
In un periodo non proprio felice della mia vita, entrai in cattedrale. Avevo bisogno di silenzio. In penombra non vidi la persona che sedeva all'organo. Mi raccolsi in preghiera, con la speranza che potesse liberare i miei pensieri.
Non so dopo quanto tempo (persi la cognizione spazio temporale) un suono di organo mi fece sobbalzare. E fu così che ascoltai in diretta per la prima volta questa meravigliosa toccata e fuga eseguita da un Maestro d'organo nelle prove prima del suo concerto! Uscii con gli occhi umidi ma con l'animo più leggero. Potenza della Musica, in una cattedrale , che si mischiò con la mia umile preghiera..
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente diggiu

#5   15 Maggio 2008 - 09:37
 
Riconoscere un suono, una musica, come tua, come un ricordo che riaffora dal passato, che riporta alla mente gli anni migliori di, quando ragazzini, si facevano le prime scoperte musicali,quando un mondo nuovo si apriva davanti a noi e con la sola forza della musica lo andavamo scoprendo con tutte le nostre paure
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ziacris

#6   15 Maggio 2008 - 11:53
 
Che bei ricordi risveglia la musica . . .
e se non ci sono i ricordi, la si ascolta e la si asssapora, ci riempie e ci coccola . . . creando ricordi per il domani!
Quando sono giù, metto un 33 giri, con questa "Tocata e fuga" e i pensieri tristi, prendono la fuga, appunto!
Grazie Poemen e agli altri commentatori!
Ciao, R
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente fiordicactus

#7   15 Maggio 2008 - 11:53
 
Scusate, il refuso, le dita inciampate su "Toccata", hanno dimenticato una "c"
bye bye, R
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente fiordicactus

#8   20 Maggio 2008 - 19:20
 

@ziacris #3
proprio così...alle volte il suono si sostituisce alle parole ed ai pensieri che non riusciamo a esprimere.

@diggiu
grazie di aver condiviso i tuoi ricordi con noi. Il suono dell'organo ascoltato dal vivo in una cattedrale...che bello! E' un po' come la voce di Dio, non c'è da stupirsi che ti abbia fatto bene. :-)
Io ricordo una volta a S.Eustache a Parigi, era appena finita la Messa e l'organista, che fino ad allora aveva accompagnato buono buono i canti, si "sgranchì" un po'...impressionante!

@ziacris #5
non ho niente da aggiungere...hai detto tutto tu! :-)

@fiore
ricordi ne risveglia eccome...non sempre belli, ma sicuramente intensi perché la musica può toccare il profondo più profondo...ci sono alcune canzoni che da anni evito istintivamente di riascoltare, giro al largo da loro quasi inconsapevolmente, così come si cambia strada alla vista di una persona molesta...

@tutti
grazie dei commenti e dei ricordi!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente poemen

#9   30 Maggio 2008 - 22:33
 
Stiamo dicendo la stessa cosa, vero?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente unapersonaintorno

#10   31 Maggio 2008 - 19:36
 

Sì! :)

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente poemen

Commenti

songs, life, keyboards