Ma la sorpresa venne quando ti mostrasti nuovo, coperto di sottile peluria verde, vivo! Da quel momento ti ho riconosciuto come amico e compagno di meditazioni. Le prime spighe verdi mi dissero: “un uomo getta il seme sulla terra, e che lui dorma o stia sveglio, notte e giorno, il seme germoglia, lui non sa come. La terra produce automaticamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco...”[1]. Ogni mattina mi ricordi il tempo che passa, il mio stesso destino di grano destinato ad essere mietuto e poi seminato.
E stamani mentre mi salutavi con le tue spighe verdi protese verso il cielo, ce n'era persino qualcuna già dorata...e mi hai ricordato Colui che si è fatto Pane e che anche in quel momento (come ora) era lì con me.
Anche Tu hai costeggiato un giorno un campo di grano. Era sabato e i tuoi amici raccoglievano le spighe per mettere insieme il pranzo. E pensavi ai chicchi, al loro dar frutto morendo, ai semi sparsi sul terreno, alle tue parole sparse sulla Terra, al tempo che passava e che avvicinava il momento della prova e della separazione dagli amici. Pensavi a come poter restare con loro per sempre fino alla fine del mondo. Essere raccolti con cura, macinati, impastati con acqua, infine mangiati: è il destino dei chicchi di grano. La scelta: “Sarà così, sarò il loro pane, mi mangeranno ed avranno da me la vita ed ogni campo di grano parlerà loro di me e sapranno che io sono con loro.” ed il Padre, che sempre ti dà ascolto, ha acconsentito.
[1] Mc 4,26






