le insegne sfavillanti dei locali promettono glamour e avventure, ma le povere anime accalcate fuori, in fila quasi ordinata, sanno che le promesse non saranno rispettate.
eppure se ne stanno lì, come ogni sabato sera, ad aspettare il proprio turno per entrare. il volume della musica è ancora relativamente basso, ma già trasuda dai muri bianchi fino all'esterno, fino sulla strada rumorosa di motori e di vociame.
la lunga teoria di auto si snoda quasi interminabile sulla strada, a passo d'uomo. ogni tanto qualcuna accosta e rovescia fuori gruppetti di facce già stanche, luccicanti di lustrini e tecnologici make-up, mentre il malcapitato conducente va a cercare, chilometri lontano, un approdo per l'auto. il sabato sera richiede impegno e allenamento, sarà per questo che si risparmia pure sui tessuti, e le gonne diventan così corte che sembrano piccole persino come sciarpe....
ecco, l'ennesima auto sta accostando sulla destra, destrerio grigio pronto a scaricare qualcuno dei suoi cavalieri. la solita scena sempre uguale, il solito rito di un sabato come un altro....
ma.......ops..............avresti dovuto vedere le facce stralunate di chi ti ha visto scendere!! avresti dovuto vedere gli sguardi increduli di chi ha fermato l'auto per farti attraversare la strada e raggiungere l'albergo!!!!! e forse conosci la sorpresa, magari di uno solo curioso fra i tanti abituati ormai a tutto, che, sorridendo, si è chiesto: "ma che ci fa qui una suora?"






