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arte

ammetto che non ricordavo affatto dove si trovasse questo dipinto. perciò trovarmelo di fronte, in maniera ovviamente non prevista, al Museè d'Orsay, è stata una gioia enorme, per il cuore ancora prima che per gli occhi. ho cercato di spiegare ai miei figli la bellezza che trovo in questo quadro, ma non è che ci abbiano capito molto, forse perchè non sono i pennelli lo strumento che prediligo.

ma la mia commozione, sì, quella l'hanno capita. e forse è la cosa più importante che c'era per loro da capire, quel giorno.

 

Les disciples Pierre et Jean courant au sépulcre le matin de la Résurrection - Eugène burnand - 1898

giorgetto2rock mercoledì, 19 settembre 2007 | Permalink | commenti (11)
Commenti
#1   19 Settembre 2007 - 19:20
 
L'arte è questa... è comunicazione... è trasmettere emozioni.
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#2   19 Settembre 2007 - 20:37
 
Si trovava da me al post della Resurrezione dell'anno scorso..Mon Dieu!
Chissa se ti saresti emozionato tanto anche a spiegargli quello subito sopra "I soldati dormono davanti al sepolcro la notte (quasi mattina) della Resurrezione - Upi - 1998 - Roma, la mia scrivania"..
Pari pari, giusto un secoletto dopo..
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#3   19 Settembre 2007 - 20:57
 
eh, eh, e senza neanche andare a Parigi, l'emozione a domicilio . . . ;-)
Grazie!
Saluti, R
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#4   19 Settembre 2007 - 22:27
 
Uhm... si rischia di fare come quello che ascoltando musica classica fa "questa la conosco! E' la pasta Barilla!". :-)
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#5   20 Settembre 2007 - 00:20
 
Non è molto che ti leggo Giorgetto, perciò non so cosa hai scritto in passato...in ogni caso questo post è semplicemente stupendo.
Penso che se fossi stata lì mi sarebbe successa la stessa identica cosa e avrei commentato proprio come te, sì ne sono più che certa.
Ma dimmi, e la tua mogliettina, anche lei senza parole?
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#6   20 Settembre 2007 - 00:22
 
Dimenticavo...il titolo "arte" è riduttivo.
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#7   20 Settembre 2007 - 09:07
 
@rearwindow
fino a un certo punto sì, ma non è solo questo. ai miei figli, per il momento, mi basta che sia questo, ma credo che diventiamo adulti anche per conoscere qualcosa in più che delle pur profondissime emozioni.

@upi
comunque, nella stessa sala al d'orsay c'è un enorme dipinto che raffigura il sogno dei soldati di napoleone prima di una battaglia (la memoria è labile, ma a breve ti dirò anche l'autore e il titolo esatto).
non è la stesso argomento, ma neanche così tanto lontano....

@fiordirosangela
e che vuoi farci? se non si cerca di condividere fra amici....

@nihil
ti voglio un gran bene, lo sai, ma questa... è un po' che ci penso.... non l'ho mica capita. sai, certe degenerazioni gerontologiche....

@graciete
in effetti mia moglie è la studiosa di famiglia, è lei che ha preparato tutti i percorsi. non ci spendiamo troppo in parole, altrimenti sarebbe anche impossibile vedere tutto...
sì, "solo" arte è riduttivo, ma in fondo è per cominciare....

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#8   20 Settembre 2007 - 12:25
 
Vi spiego la mia emozione, ancora prima di vedere il titolo . . . quei due, sì vede, sono in affanno per qualcosa, vanno di corsa e sono un po' stupiti e un po' spaventati . . ., poi ho "scrollato" e ho letto il titolo, ho sorriso e mi sono detta "ecco perchè di tanta fretta, non credevano alle donne!" ;-)
Saluti R
ps. per Nihili, la musica in pubblicità, secondo me, dovrebbero scrivere cos'è, come citazione, ci aiuterebbe a non fare le figuracce che dici tu!
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#9   20 Settembre 2007 - 16:26
 
Quando mi trovo davanti ad un quadro conosciuto dal vero, mi perdo sempre a cercare le differenze tra le foto e il quadro. e di solito vincono i colori, sono sempre più belli, più vivi, più emozionanti.
L'anno scorso mi sono trovato davanti al quadro "Primi passi" di Van Gogh che dire, mi è scesa la mandibola inferiore, e mi hanno trascinato via a forza...
Ma è difficile trasmettere questo.
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#10   20 Settembre 2007 - 23:07
 
Quanta fretta nel loro incedere, quanta emozione nei loro cuori,quanta umanità nei loro volti e quanto Amore che fa svanire il loro smarrimento, il loro timore e fa affiorare la Speranza.....
Splendida "icona"di emozioni.
grazie giorgetto per questo post.
diggiu
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#11   24 Settembre 2007 - 11:39
 
Mi piace pensare a Giovanni, simbolo della chiesa giovane, che arriva prima al sepolcro, alle soglie della Rivelazione finale, ma si ferma, aspetta Pietro, il capo, gli concede il diritto di entrare per primo, di sapere per primo. Fosse ancora così...
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