Leonard Cohen l'ha messa al mondo nel 1984, chiuso in una stanza d'albergo, scartando pile e pile di versi prima di trovare quelli giusti. E' stata ripresa da decine di artisti, tanto quanto Knockin on Heaven's Door di Dylan e con lo stesso impatto emotivo. Io non sono in grado di trovare le parole adatte per descrivere quello che rappresenta per me, so solo che sentendo Jeff Buckley cantarla pochi riescono a evitare gli occhi lucidi.
E' redentiva e dolorosa allo stesso tempo, fa leva su un'esperienza universalmente condivisa, quasi come una crisi di pianto liberatoria - love is not a victory march, it's a cold and it's a broken hallelujah (l'amore non è una marcia vittoriosa, è un hallelujah freddo e spezzato). Si potrebbero perdere ore a spiegarne tutti i riferimenti, ma secondo me va semplicemente ascoltata ed amata.
(in caso qualcuno si chiedesse chi sono e cosa ci faccio qui, sono stata assunta dal padrone di casa come occasionale consulente musicale, salve a tutti ^_^)
quali possono essere i punti di contatto fra un polpettone simil-romantico ed una delle vette più alte delle arti dell'uomo di ogni tempo? e cosa possono avere entrambe in comune con harry potter? sono molto restìo a credere alle coincidenze con cui le tre cose mi si sono presentate alla memoria in questi giorni, e molto più propenso a pensare di averle create, le coincidenze, assecondando la mia ragione mentre desidera e chiede il senso di una assenza che senso non ha.
ti prego ricorda
ti prego ricorda
ero li per te
e tu eri li per me
ti prego ricorda
una richiesta, una preghiera comune, quasi banale, forse anche senza speranza, perchè riposta, nel caso di questo polpettone, in una storia d'amore ormai esaurita. ma è una richiesta che sembra attraversare imperturbata i secoli e le generazioni. forse non è la stessa domanda, ma percorre quasi inalterata lo spazio misurabile di centinaia di anni e quello siderale del genio che in questa forma l'ha tramandata a noi attraverso le parole di una donna: il desiderio di essere amata, di essere ricordata, di essere pensata.
e harry potter?
la colpa ovviamente è tutta dell'aliena e del suo cappello muto: manco a farlo apposta mi ha assegnato ai serpeverde. e allora come potrei non immedesimarmi in una delle frasi più belle dell'intera saga di harry potter, pronunciata proprio da un serpeverde? anzi, nemmeno una frase, ma una sola parola, pronunciata da severus piton, verso la fine del settimo libro.
non so più quanto possa essere importante per il destinatario, ma è un messaggio.
ti ricordo. "always". per sempre.
un padre e una madre. una famiglia dove crescere. anche quando non c'è, o non ci sono loro, resta il luogo dove Dio ci ha voluto creare e di cui fare memoria per imparare a conoscere la strada per diventare uomini.
dedicata a mia madre
avevo coinvolto un amico ritrovato per preparare una lista di canzoni da cantare o fare ascoltare a bivigliano.
l'amico per fortuna l'ho ritrovato subito, mentre la lista ovviamente l'ho ritrovata una settimana dopo il necessario..... fra le canzoni suggerite c'era questa.
lasciamo stare gli espliciti riferimenti alla "leva del '68", gente che ha da tanto tempo appeso gli ideali a "qualche tipo di muro", etcetera etcetera. lasciamo anche da parte la citazione finale di una delle più belle e stranamente meno conosciute canzoni di battisti (vento nel vento, che fra le altre cose dice "io e te, stesso desiderio di morire e poi rivivere......!!!!).
quello che mi ha sempre colpito, di questa canzone, è l'allenatore.
un padre, un fratello, un amico, qualcuno che ha fiducia in te, che vede quello che tu non riesci a vedere di te stesso, che riconosce il talento e la determinazione, e ti stimola, ti incoraggia, ti provoca, ti aiuta.
ti libera. e ti e-duca, cioè ti porta "fuori" da quello che sei perchè tu diventi ciò per cui sei stato fatto
"nino non avere paura
di sbagliare un calcio di rigore
non è da questi particolari
che si giudica un giocatore...
....l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento
...il ragazzo si farà,
anche se ha le spalle strette..."
dedicata a mio padre
il mio post su bivigliano, cioè quello che potrebbe essere un resoconto di due giorni di pura grazia, non è in realtà un resoconto. forse è più un racconto, attraverso canzoni. eccole
a parte qualche perplessità sul fatto che "anche il dolore poi ti apparirà meraviglioso", concordo con tutto il resto della canzone di modugno! se qualcuno ha qualche dubbio si tenga libero per il prossimo "torneo tre maghi"
ma a costo di mangiarmi un post (quello che avrei potuto fare tenendole separate, voglio attirare l'attenzione su un'altra canzone. il suo titolo è "nothingman", uomo da niente, nullità. e così si capisce perchè voglio tenerla unita insieme a modugno, anche se il paragone farebbe rabbrividire anche il più scafato dei musicologi. per fortuna io musicologo non sono, e quindi mi permetto ogni follia, tanto poi questa è casa mia.
sono molto legato a questa canzone, e a questo testo in particolare, non meno che a quello di modugno. chiedo agli amci che passano di qui di leggerlo ascoltando la canzone, e la fatica di rifletterci un po'.
Una volta divisi
nulla è rimasto da perdere
Ci sono parole che una volta dette,
non possono essere rimangiate
Lui cammina per i fatti suoi
con pensieri che non lo sorreggono
Il futuro incombe
Mentre nel passato era lento e stanco
Colpito da un lampo improvviso, maledisse il giorno che si lasciò andare
Uomo da niente, uomo da niente
Non è forse già qualcosa?
Uomo da niente
Una volta lei credeva
in ogni cosa lui avesse da dirle
Un giorno divenne inflessibile,
prese un' altra strada
Sguardi vuoti
Da ogni angolo di una cella condivisa
Uno fugge
un altro rimane nel bene
Ma chi dimentica,
sarà destinato a ricordare
Uomo da niente, uomo da niente
Non è già qualcosa?
Uomo da niente
nulla qui è casuale, meno che meno queste canzoni. le dedico, per motivi i più diversi, a S, G e F. e soprattutto le dedico a una straniera che mi ha fatto capire perchè esserci.
that's the ring on my finger
you see, the one with your name
you know why it was filed
now you know why it's back again on my finger
it's Love, nothing but Love
c'è una bellezza che non riesco proprio ad esprimere, di cui so per certo l'origine e la destinazione, ma di cui non sono in grado di raccontare lo svolgersi. c'è una armonia che va ben oltre quella osservante delle regole meccaniche dell'udito, una dolcezza che supera la suggestione della successione delle note.
c'è una forza più grande della più determinata delle volontà: è quella dirompente propagata dal genio e dal talento di musicisti e compositori, dalla meraviglia del suono, dalla possibilità di usare un linguaggio che non si accontenta solo di "raccontare", ma assai di più di evocare, di suscitare dentro di me, e dentro chiunque abbia cuore per fermarsi ad ascoltare, una nostalgia profonda, ma serena, un senso di incompiuto che può compiersi, una speranza.
la speranza che ogni caduta, ogni errore, ogni peccato siano compresi, accolti, abbracciati. perchè c'è una sola cosa alla fonte di questa delizia, e fosse anche l'unica che ci unisce, rimane sempre più grande del più grande dei nostri errori.
per questo, e per niente altro, vale la pena vivere, amare, suonare, scrivere, scriversi, conoscere, conoscersi, dimenticare, dimenticarsi, fare del male, allontanarsi, perdonare, perdonarsi.
prima di tutto la dedica: a factum, che si stupisce (giustamente) di centoquarantamila persone che pagano il biglietto per vedere un rocker.... queste non le ho contate, ma ho la netta impressione che siano molto ma molte di più ! :-)
può sembrare strano che ci sia da tirare fuori del buono da michael jackson.
questa canzone, per esempio, ha un testo pieno zeppo di luoghi comuni ad altissimo contenuto glicemico, ed il video "ufficiale", così come questo del resto, è altrettanto pieno di immagini che più "comuni" non si può.
dal punto di vista musicale il brano "sta in piedi" su collaudatissimi stratagemmi, le armi più potenti di michael jackson: una voce inconfondibile, risultato di una combinazione unica di timbrica, intonazione e ritmica; un uso dei cori perfettamente in sintonia con la sua voce e, in questo caso, un basso dalle soluzioni armoniche molto semplici ma arricchito da una ritmica virtuosa e potente.
per intenderci, il basso svolge due principali figure armoniche, una discendente (tipo do, si la, sol, peraltro usata solo una volta) e principalmente una, quella del ritornello, ascendente (do, mi, fa, sol). sono soluzioni molto semplici e di sicuro risultato, attorno alle quali il "manico" del bassista sviluppa alcuni virtuosismi di grande effetto
con una roba del genere sotto al culo, anche uno stonato potrebbe far la sua porca figura. figuriamoci se a cantare c'è michael jackson....!!!!!!
questo era giusto per fare un esempio dell'ambito in cui si muove questo pezzo, tralasciando tutto il resto, arrangiamento di grande presa (come ad esempio il lungo finale in cui il brano resta sempre sullo stesso accordo e così conclude non risolvendolo mai nella tonalità), gli stop, le modulazioni, il balletto, le luci, i suoni, gli svenimenti vari, etc....
quello che ha attirato la mia attenzione è il testo del ritornello:
Loro s'inseguono nel vento lo sai
perchè non hanno un posto dove andare
è per questo che io voglio che tu sappia
Che inizierò con l'uomo che vedo allo specchio
gli ho chiesto di cambiare la sua strada
e nessun messaggio può essere più chiaro
se tu vuoi rendere il mondo un posto migliore
se vuoi rendere il mondo un posto migliore
guarda a te stesso e fai un cambiamento
se vuoi rendere il mondo un posto migliore
guarda a te stesso e fai un cambiamento
banale, vero? eppure, non si tratta in fondo di conversione?
cara amica marta
è un regalo riciclato, sono le parole di altri
ma oggi (hoy...) penso solo a te, a voi due, al giorno che state per vivere
accetta questo regalo
buona splendida giornata!!
Porto marchiati nel petto
tutti i giorni che il tempo
non mi ha permesso di stare qui
Ho una fede che matura
che mi accompagna e mi cura
da quando ti ho conosciuto.
Ho un'impronta perduta
tra la tua ombra e la mia
che non mi lascia mentire
Sono una moneta nella fontana
tu il mio desiderio sospeso
la mia voglia di rivivere
Ho un mattino ogni giorno
e un acquerello nella speranza
di vederti dipinto di azzurro
Possiedo il tuo amore e la tua fortuna
e un caminetto scoppiettante
Ho il mare dall'altra parte
tu sei il mio nord e il mio sud
Oggi ti vedrò di nuovo,
mi avvolgerò nei tuoi vestiti
sussurrami nel tuo silenzio
quando mi vedrai arrivare
Oggi ti vedrò di nuovo
rallegrerò la tua tristezza
Facciamo una festa
perchè questo amore cresca di più
Ho un eterno mattino
e un acquerello nella speranza
di vederti dipinto di azzurro
Possiedo il tuo amore e la tua fortuna
e un caminetto scoppiettante
Ho il mare dall'altra parte
tu sei il mio nord e il mio sud
ma sì !!! non di solo rock ci si estingue.
un pizzico di nostalgia (solo un po'...) per quegli anni e nessun rimpianto per quegli abbigliamenti !!!
e la musica ? beh, senti come pompa il basso !!!!
ho sempre sentito dire che le cose preziose stanno altrove.
a scuola, che la vera sfida era l'università; all'università, che sarebbe stato il lavoro; al lavoro, che sarebbe stato diventare più grandi e più ricchi; e aspettare di fidanzarti, e aspettare di sposarti, e aspettare di avere dei figli, e....
le cose preziose sembrano essere sempre quelle che non hai. e così il desiderio, vivo e puro, che agita il cuore di ciascuno di noi, diventa rimpianto e insoddisfazione.
a meno che....
a meno che non ci si accorga che le cose preziose sono quelle che uno sta vivendo, la vita che ha davanti agli occhi; solo che aspettando di viverne un'altra, magari virtuale come queste nostre vite da blogger, quella vera rischia di andare sciupata
c'è una canzone che a me è sempre piaciuta moltissimo per la sua atmosfera da anni '80, pur essendo recente. mi attraeva qualcosa che però non riuscivo a mettere bene a fuoco, a cominciare dal titolo.
fino a che non ho letto bene il testo, che qui riporto tradotto (spero bene...); ho finalmente capito che cosa mi attirava: quella speranza concreta, quell'affidare le cose preziose, la propria fragilità, a qualcun Altro.
ed è sorprendente che certe intuizioni arrivino da personaggi che, apparentemente, non sembrano ispirati questo tipo di sensibilità
dedicata a due amici che si sposeranno prestissimo, e ad altri due che si sposeranno in un futuro non molto lontano. perchè anche la loro fragilità possa essere affidata a Dio, che ne faccia gioia. dedicata un po' anche a me, che in quanto a rovinare cose preziose, non me la cavo male...
Le cose preziose e fragili
Hanno bisogno di mani speciali
Dio mio cosa ti abbiamo fatto
Abbiamo sempre provato a dividere
la più tenera delle attenzioni
Ora guarda cosa ti abbiamo portato ad affrontare
Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Io credevo che noi saremmo riusciti a controllarle
Ma le parole non dette
Ci hanno lasciati cosi fragili
c'era rimasto così poco da dare
Gli angeli con le ali d'argento
Non dovrebbero conoscere la sofferenza
Io vorrei poter allontanare il dolore da te
Se Dio ha un piano per noi
che solo lui può capire
Io spero che lui guardi attraverso i tuoi occhi
Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Io credevo che noi saremo riusciti a controllarle
Ma le parole non dette
Ci hanno lasciati cosi fragili
c'era rimasto così poco da dare
Io prego affinchè tu possa imparare ad avere fiducia
Abbi fede in noi due
E tieni una stanza per noi due nel tuo cuore
Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Io credevo che noi saremo riusciti a controllarle
Ma le parole non dette
Ci hanno lasciati cosi fragili
ll loro amore moriva
come quello di tutti
come una cosa normale e ricorrente
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole aver la gente.
ll loro amore moriva
come quello di tutti
non per una cosa astratta
come la ....
loro scelsero la morte
per una cosa vera
come la ....
ringrazio Dio di avermi dato un cuore pulsante, palpitante.
lo ringrazio per avermi donato un cuore sempre in subbuglio, mai sazio, ferito, sanguinante, pieno di desiderio, facile all'ira così come al dono, facile al pianto così come al riso.
ringrazio Dio per avermi donato un cuore così, capace di essere felice
Badlands è un caposaldo nella storia del rock, e pure in tante altre storie. è una di quelle canzoni che racconta bene una situazione, ma nel contempo è immensamente "evocativa", cioè capace di arrivare a ciascuna persona e "tirargli fuori" dall'anima un sentimento, un senso, una evidenza e un significato personale, cioè perfettamente calzante con la propria vita e soprattutto con i desideri del proprio cuore
in questa storia le "badlands" sono le periferie suburbane, i sobborghi poveri, i luoghi dove vivere è competizione, guerra, contro gli altri, contro se stessi, contro il degrado della propria anima, contro il conformismo che chiuque altro vuole importi per misurarsi con te ed esserti superiore.
ma non è affatto difficile che queste badlands, questi "postacci", possano evocare ben altri luoghi, apparentemente più lindi e profumati, superficialmente pieni di serenità e mitezza, dove il metro di paragone diventa la capacità di usare l'intelligenza per manipolare la realtà, per manipolare gli altri, per misurarli con un metro solo appena un poco diverso da quello di un ghetto; ma non meno violento.
Il povero vuole essere ricco
Il ricco vuole essere un re
E un re non è mai soddisfatto
Fino a che non comanda ovunque
Voglio uscire stasera
Voglio scoprire quel che ho
Ora credo nell'amore che mi hai dato
Credo nella fede che mi potrà salvare
Credo nella speranza e prego che un giorno
Mi risolleverà al di sopra di questi
"Postacci"
Per quelli che hanno una certezza
Una certezza radicata
Che non è peccato essere felici di essere vivi
Voglio trovare un viso che non mi giudichi nel profondo
Voglio trovare un posto
Voglio sputare in faccia a questi
"Postacci"
Sono preso in mezzo a un tiro incrociato
Che non riesco a capire
Ma c'è una sola cosa che so per certo
Non me ne frega niente
Delle solite vecchie scene
Non me ne frega niente
Di quelle ancora in atto
Dolcezza, io voglio il cuore, io voglio l'anima
Voglio il controllo proprio ora
Parlare di un sogno
Cercare di realizzarlo
Ti svegli di notte
Con una paura così vera
Spendi la vita aspettando
Un momento che non vuole arrivare
Bene, non perdere il tuo tempo ad aspettare
in questo video c'è tutto ciò che io trovo nella musica, e in alcuni personaggi in particolare, anche se non necessariamente "rock": emozione, tensione, esaltazione, amore, bellezza, gusto, senso, destino. vita.
nel lungo intermezzo centrale, in cui la ritmica continua a martellare mentre la dinamica del suono si abbassa per lasciare spazio al coro del pubblico, ecco in quel coro a me pare di scorgere qualcosa di molto simile a un popolo, ingenuo e instabile, ma popolo, così tanto simile a come poteva essere la moltitudine che seguiva Gesù e che, pur essendo da lui sfamata e saziata, ancora pensava di poterne fare un semplice re. un popolo però così desideroso di ascoltare quella parola che il cuore di ciascuno di loro desiderava, da far dire a Gesù, nella sinagoga, la cosa più scandalosa di tutte: chi mangerà del mio corpo e berrà del mio sangue vivrà in eterno.
nessuna stupida illusione: Bruce non è Gesù e nemmeno crede di esserlo nè io credo che lo sia. per me rimane "solo" una forza della natura... un genio, cioè qualcuno capace di farmi percepire la bellezza di Dio attraverso la verità della sua ispirazione e attraverso una dedizione totale ad essa. tutto qui.
perché la vita è un brivido che vola via
è tutt'un equilibrio sopra la follia....
ed un pensiero le passa per la testa
"forse la vita non è stata tutta persa"...
forse qualcosa "s'è salvato"!!...
forse davvero!...non è stato poi tutto sbagliato!
il centuplo quaggiù...
...e l'eternità
e una dedica ad una amica dagli occhi azzurri
in un cesso pubblico tedesco la carta non manca MAI !!!!!
...magari è vetrata, ma c'è. sempre.
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