alcune persone, per motivi diversi a me assai care, ad esempio qui oppure qui, stanno in questi giorni "parlando" della gioventù, della giovinezza, della speranza di futuro e della paura dell'ignoto che esso per molti versi rappresenta.
scelgo sempre questa canzone e non mi servirebbe altro (anche se tengo sempre le orecchie aperte...) per ricordarmi di cosa si possa augurare ad una persona cara.
scelgo sempre questa canzone e non mi servirebbe altro (anche se tengo sempre le orecchie aperte...) per ricordarmi di cosa si possa augurare ad una persona cara.
a proposito di questa esibizione, una amica mi diceva che non le piaceva molto e sottolineava il fatto che quella sera Bob Dylan non fosse precisamente in gran forma. diciamo la verità: sembrava ubriaco, e molto probabilmente lo era. ma stava pur sempre cantando davanti al Papa, e non certo per farsi pubblicità, dato che in tanti posti del mondo lui è senza dubbio più popolare del Papa... si è tolto il cappello, cosa non usuale per lui, forse come segno di quel rispetto che si ritiene non abbia avuto ubriacandosi; è un gesto banale, insignificante? forse lo è per noi, non so se lo sia stato anche per lui. però l'ha fatto. e comunque, da ubriaco, ha cantato e suonato quella canzone (fatta migliaia di altre volte) con lo stessa passione e lo stesso desiderio di tutti quelli che aveva di fronte; e con umiltà l'ha offerta al Papa.
neanche al concerto di Natale in sala nervi i vari personaggi che si esibiscono ogni anno, tutti rigorosamente sobri e gongolanti, sono mai riusciti a mostrare un decimo dell'umiltà di Bob Dylan ubriaco. ogni volta che penso a quest'episodio mi viene in mente Duccio da Boninsegna, di cui si dice fosse un grande bestemmiatore e puttaniere. una canzone di Bob Dylan forse non vale un suo dipinto. forse......





