
Un musical, uno spettacolo di musica, melodia e ballo che rappresenta, seppure con una piccola selezione dei cento canti originali, l'opera più importante della Letteratura. Dante, "nel mezzo della selva oscura", è la metafora del grido di ogni uomo, del dolore, dell'inferno della propria vita. Ma il richiamo della voce soavissima e rappacificante di Beatrice, dell'amore umano, lo spinge a seguire il maestro Virgilio nel viaggio, nel racconto della umana avventura, alla ricerca di questo amore.
Ci si può commuovere fino alle lacrime ascoltando il Canto dell'Inferno che narra l'amore di Paolo e Francesca. la commozione non è certo minore se questo è accompagnato, in una struggente melodia, da una splendida voce e da versi che, seppure con minore intensità poetica rispetto a quelli originali, rendono più accessibile a noi "moderni" la storia eterna della passione amorosa. Musica e poesia sono facce diverse, seppure parziali e incomplete della stessa ricerca dell' "Amore che move il sole" e anche se possono convinvere in splendida armonia, neanche insieme possono colmare lo spazio che ci separa dall' Amore che esse raccontano.
Ecco perchè, esaurita la commozione di fronte alle anime senza speranza dell' Inferno (nel musical oltre a Paolo e francesca sono stati scelti Pier delle Vigne, Ulisse e il conte Ugolino), il viaggio della Commedia Divina prosegue verso il Purgatorio dove il senso della flebile seppur viva speranza viene raccontato dal desiderio, struggente anelito verso il Cielo, di Pia dei Tolomei che chiede a Dante di essere ricordata, quando lui tornerà alla luce. Il limite umano, pure a volte altissimo e per molti assolutamente irrangiungibile, è meravigliosamente rappresentato nel Canto in cui Guido e Arnault narrano del fuoco dei poeti e degli artisti.
Beatrice, o meglio la sua armoniosa voce, compare spesso nel ricordo di Dante, come una sorta di faro, di richiamo e di incoraggiamento. Ma anche quando finalmente giunto al Paradiso, Dante incontra Beatrice, questo non è il compimento del viaggio. Beatrice, prendendolo per mano, lo conduce più in alto, fino a superare l'amore umano e a raggiungere la fonte stessa dell'Amore.
Infine è nella Preghiera alla Vergine, di speranza fontana vivace, cantata a più voci dai protagonisti, che trova un senso l'intero viaggio: nel termine fisso d'etterno consiglio rappresentato da Maria. Per la Sua intercessione Dante compie il destino riservato ad ogni uomo, la fine di ogni desiderio, perchè ogni desiderio umano è superato dalla Luce eterna, dall' Amor che move il sole e le stelle.
Uno spettacolo sontuoso, musiche molto saggiamente costruite sull'atmosfera caratteristica suscitata da ogni canto, scelte singolarmente distinte ma omogenee nel loro svolgimento, che va ad esempio dalle arie da solista dell'Inferno ai cori polifonici del Paradiso. Una grazia averlo potuto vedere ed ascoltare. E per giunta in un'ottima Compagnia di amici.
Raccomandabile a tutti. Specie la Compagnia (e non parlo degli attori....).
g2r: scusa diggiu, ma è tardi e devo andare, abbiamo parlato molto
diggiu: si, anche io sono un po' stanca, è tardi
g2r: quante cose ci siamo detti, però, eh.....
diggiu: davvero un sacco, una bella serata
g2r: senti, ma..... non hai l'impressione......
diggiu: ....già, te lo stavo per dire io...., come di qualcosa che ci sfugge
g2r: esatto, mi pare di essermi dimenticato qualcosa
diggiu: ma possibile che stiamo ore a parlare e non ci ricordiamo di qualcosa?....
g2r: ma, forse non era importante.....
diggiu: eppure.... ma, adesso che ci penso..... non avevi parlato di un promemoria?
g2r: azz..... hai ragione!!.... ma non mi ricordo dov'è che l'ho messo.....
diggiu: ah, siamo messi bene....!!!!
g2r: aspetta, aspetta, adesso mi viene in mente. il promemoria l'ho messo nella playlist, proprio qui di fianco, al primo posto, così lo vedo subito
 
le gambe non mi piacciono di più. mi piacciono come tutto il resto. però mi piacciono. comprese quelle di norah jones, anche di lei mi piace pure tutto il resto. mi piacciono persino le gambe di quel pianoforte che c'ha davanti....
nel player un pezzo di altri tempi. al piano, quel piano, il vostro rocker.....d'istinto
il titolo è volutamente alla maniera latina (volevo raccogliere qualche complimento da AnnaV.... e copiare l'idea di Martayensid).
è passato quasi un mese ormai dall'incontro che tanti di noi hanno avuto la fortuna di fare a Bivigliano. la straordinaria idea avuta da nihilalieno, upi e diggiu si è rivelata stracolma di frutti inaspettati e lieti. oggi mi veniva in mente, con una associazione di idee un po' ardita, il fatto che Cristo lo si incontra davvero quando si è pronti a "muoversi" per lui, senza scendere a compromessi con i propri desideri e le proprie domande più profonde, ma accettando però di "compromettersi" con la realtà, di buttarsi nella mischia con le proprie forze e i propri talenti, senza rinunciare all'inevitabile "scontro" con la verità di persone, di fatti, di volti, di idee che spesso, come l'esperienza ci insegna, non sono corrispondenti al progetto che ci eravamo fatti su di loro: non è cioè, la realtà, così come ci piacerebbe che fosse. più ci caliamo in essa, e più scopriamo che è drammaticamente lontana dalle idee che noi ci siamo fatti, lontana dai nostri pre-giudizi. e questo può essere fonte di lieto stupore. in questo anche consiste, ad esempio, l'enorme differenza che ci sta fra una rete pur bellissima di amicizie sui blog e un incontro come quello di bivigliano.
però, però.... è solo così che si diventa uomini e donne maturi, accettando la realtà. e questa è l'associazione di idee un po' balzana: la forza di bivigliano ha avuto un senso proprio nella possibilità che ognuno di noi ha avuto non solo di ascoltare splendide testimonianze (il mondo sarebbe pieno di libri bellissimi da leggere....ma nessuno vale un uomo o una donna che raccontano) ma soprattutto di vedere calata la propria esperienza di "blogger" dentro ad una realtà di persone, di volti, di temperamenti, di sfighe diaboliche e di meravigliose illuminazioni, di sublime preghiera e di più modeste canzonette.
un amico carissimo, uno dei migliori che io abbia, chiamava tutto questo "sporcarsi le mani". ne abbiamo fatto una canzone, qualche anno fa. è qui di fianco, nel player. il titolo è...... lo devo dire?
g'day
mentre qui sotto noi si ricorre a George Grey e all'Antologia di Spoon River per interrogarci sulla ricerca del senso della vita, da un'altra parte del mondo radio tirana trasmette musiche balcaniche.... e radio deejay trasmette canzoni che il senso della vita te lo propongono già bello e confezionato. ma un senso così, chi lo desidererebbe davvero? ammesso che il senso della vita sia stare bene e non farsi male (propongo la reincarnazione in un blocco di marmo di carrara, sei bello, stai bene e non ti fai male...) io questo senso lo voglio oggi; perchè dovrei aspettare domani? o forse il fatto è che un senso come questo oggi farebbe schifo, meglio rimandarlo a domani....
Raffaella De Stefano - Domani
Resta qui con me
ora che la luce se ne va
ora che che non so come sarà
domani
resta qui con me
prima che la vita voli via
prima di confondersi ancora
le mani
e finalmente non mi chiedo
se sarò bella abbastanza
se dovrò dare un nome a tutto
o se dovrò aspettare
DOMANI
IO VOGLIO STARE BENE
DOMANI
NON VOGLIO FARMI MALE DOMANI... DOMANI
resta qui con me
porta la mia mente via da qui
via da questo vuoto insopportabile
rimani
e finalmente non ti chiedo
di essere quello che voglio
perché ogni strada ha già il suo nome
e niente può aspettare
DOMANI
IO VOGLIO STARE BENE
DOMANI
NON VOGLIO FARMI MALE
SI PUO DIMENTICARE DOMANI... DOMANI
resta qui con me
lscia il tuo profumo su di me
forse questa notte tornerà
DOMANI
IO VOGLIO STARE BENE
DOMANI
NON VOGLIO FARMI MALE
SI PUO DIMENTICARE DOMANI... DOMANI
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, e io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio
è una barca che anela al mare eppure lo teme
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