Nei giorni scorsi Repubblica ha bollato come integralista, indicato alla gogna e agli hackers, che lo hanno poi oscurato, un sito cattolico che aveva criticato la scelta della Rai di pubblicare in prima serata una fiction dai contenuti sensibili. I commenti: integralisti, moralisti, intolleranti, censori, antidemocratici, etc. etc. (solo per restare agli epiteti più "corretti").
Oggi, pari pari, esce questa roba qui, e , guarda un po', qui si può, sì, si può boicottare!!!!!
Ora, chiedere a Repubblica di essere coerente è utopia, lo capisco; loro devono rendere conto ad un padrone la cui autorità morale non si può discutere. Ma chi lo legge, qualche domanda se la fa? O la tolleranza, la democrazia, la libertà di pensiero, le lezioni di morale, vanno sempre e solo in un'unica direzione?
Quest'uomo ha DEFINITIVAMENTE scassato le palle. E' diventato persino più odioso di Zucchero, il che è davvero un risultato notevole.... Qualcuno, se può, lo fermi.
per la visita del Papa in Turchia noi possiamo fare un gesto importante: è l'unico che possiamo fare, ma è anche il più potente. Pregare.
Ultimamente ha girato su moltissimi blog, alcuni anche amici, la bufala di un giornalista simil-d'assalto convinto che, nel recente passato, la democrazia in Italia sia stata in forte pericolo. In uno di questi una appassionata commentatrice ha pubblicato l'intero testo della canzone di un cantautore pochissimo schierato.
In questi stessi giorni il sito www.culturacattolica.it dopo aver pubblicato una richiesta alla Rai di spostare in seconda serata la programmazione di una fiction dai contenuti "sensibili", è stato prima indicato al pubblico ludibrio da quei fautori della vera democrazia che sono i benpensanti di Repubblica, poi fatto oggetto di attacchi di hacker che lo hanno infine oscurato.
Nessuna canzone, nessuna preoccupazione. Tutto normale.
Viva la democrazia.
In questi giorni Lino Banfi è attaccato dagli integralisti cattolici che lo accusano, poverino, di prestarsi alla diffusione, tramite le sue interpretazioni di meravigliose soap televisive, di valori "sbagliati" e intolleranti quali la famiglia aperta o addirittura omosessuale. Anche stasera sulla Rai, in prima serata, ennesima puntata del genere "ve lo insegno io come si fa a essere tolleranti".
Poverino Banfi, era un attore pressochè dimenticato, sulle spalle il peso di decine di film di pessima categoria (del tipo di quelli che descrivo nel post precedente), forse senza più lavoro, senza più futuro, senza più possibilità di esprimere il suo smisurato talento.
Nella sua parabola di attore ci sta il paradigma di tutta la cultura italiana, così come di tutti gli altri "comici" della mutua, il cui talento è inversamente proporzionale allo spazio che ricevono in TV: se ti allinei al potere imperante, e te ne fai veicolo di propaganda, allora avrai fama, successo e soldi (e pure gnocca, perchè no!). Altrimenti, resta pure a marcire.
Ecco perchè io sto con Banfi. Che si deve fare per campare!?!?
Una volta c'era il cinema-spazzatura; ve lo ricordate? Quelle commediole piene di flatulenze, rumori corporali, battute volgarissime e scontatissime, ragazze bellissime, stupidissime e svestitissime. Erano delle vere ciofeche di film, con storie inverosimili, improbabili e improponibili. Erano chiamati "film di Natale" perchè avevano il curioso vizio di uscire nelle sale proprio in quel periodo. E facevano sempre una valanga di soldi al botteghino. Erano perciò anche un bel cruccio per tutti i nostri intellettuali che, come si sa, sono tutti molto progressisti. Infatti costoro non riuscivano a spiegarsi come, dopo anni di rieducazione forzata del volgo, dopo tutto l'impegno da loro profuso per "normalizzare" la cultura italiana, ci fosse ancora così tanta gente disposta a spendere soldi per quegli orrori. A nulla valevano gli strali lanciati da tutti i giornali, quotidiani, settimanali, mensili e annuali, contro questa immondizia culturale. Più gli sparavano addosso e più la gente andava a vederseli, con il risultato che ormai gli altri, i film impegnati, quelli ideologicamente corretti, quelli finanziati coi soldi di tutti per rieducarci tutti, quelli non se li filava nessuno.
Come fare, allora? Semplice! Se non puoi eliminare il nemico, compralo. E così quest'anno, in uno di quei film lì, di quelli fatti da quei registi lì, con il titolo uguale a quelli lì, viene messo in campo uno stuolo di star, alcune notoriamente piuttosto schierate dalla "giusta" parte politica. Oltre all'immancabile De Sica, si parte da Bisio, poi la Ferilli, De Luigi, Siani, la Canalis. etc. Non ci si fa mancare niente: c'è il comico per i quarantenni, quello per i ventenni, la gnocca per i quarantenni, quella per i ventenni, c'è il dj di MTV che fa trendy, c'è il bell'attore per le mamme, quello per le ragazzine; non vogliamo dimenticarci proprio di nessuno.
E allora, vogliamo scommettere che quest'anno i critici e gli intellettuali non saranno così spietati? Che, potendone parlare male, piuttosto non diranno nulla? O che, addirittura, per qualcuno, sarà cominciata una tanto auspicata inversione di tendenza, una nuova primavera del cinema italiano?
c'è qualcuno che saprebbe dirmi cosa mai ha fatto di buono un tizio di nome Justin Timberlake?
di musicale, intendo...
Passa ora sulla rai il vecchio Bowie con Modern Love. Del poco che conosco di Bowie (non è mai stato fra i miei preferiti) questo mi è sempre piaciuto anche se, andando a leggersi il testo si scopre che:
Non sarò mai attratto da
Un amore moderno mi passa accanto
Un amore moderno mi supera
Un amore moderno mi porta in tempo in Chiesa
In chiesa in tempo mi terrorizza
In chiesa in tempo mi fa impazzire
In chiesa in tempo mi fa fidare di Dio e l'Uomo
Dio e l'Uomo, nessuna confessione
Dio e l'Uomo, nessuna religione
Dio e l'Uomo, non credere
in un amore moderno
il che mi induce a pensare che dall'amore, invece, antico o moderno che sia, forse è bene farsi attrarre... Con un po' di tempo mi vado anche a vedere i sonetti di Meredith da cui è tratto questo testo.
l'amico di blog e musicista zolfy mi stimola a scrivere qualche riga sulla domanda: "esiste ancora la magia del live", cioè del concerto dal vivo, della gente che suona? Premetto che non vado ad un concerto "grosso" (vasco, ligabue, U2, etc.) da parecchi anni. Non c'è nessun motivo particolare per questo, se non forse un po' di acciacchi (mentali più che altro) che mi consigliano di tenermi lontano dalle bolgie troppo affollate; a dire la verità però, qualche altra cosetta ci sarebbe da dire, ad esempio che non mi entusiasma molto l'idea di doversi sistemare sempre piuttosto lontano dai musicisti, vedendo nulla (se non un maxischermo, ma a quel punto è meglio casa propria) e ascoltando suoni tali per cui un chitarrista come The Edge, sul palco, muove l'unghia del dito medio di 0,3 millimetri e un insieme di circuiti, fra cui pick up attivi, preamplificatori valvolari, equalizzatori parametrici, riverberi, phaser, flanger, compressori, distorsori, muri di amplificatori palco, montagne di amplificatori sala, trasformano quel movimento (appena percettibile dal chitarrista stesso, figurarsi da noi) in un sommovimento tellurico misurato in 8 gradi della scala richter fino a quattrocento metri di distanza dal palco. E' un tipo di emozione che non mi interessa, a me interessa la capacità espressiva di un musicista, e soprattutto "quello" che esprime. Per non parlare delle voci; da tempo anche i migliori usano dal vivo strumenti capaci di "accordare" la voce, correggere cioè istantaneamente ogni piccola imperfezione di intonazione (pensate se lo avessero usato Bob Dylan, o Neil Young!!!! sarebbe come verniciare di blu la Pietà di Michelangelo, perchè il bianco del marmo non è realistico...). A San Siro nel 1986, Springsteen non scherzava certamente con la potenza dell'impianto, ma ricordo benissimo che cantavamo a squarciagola e ci sentivamo cantare l'uno con l'altro mentre sotto c'era la base musicale migliore che ci si potesse aspettare. Al concerto di Elisa, qualche anno fa, i volumi erano tali che per due ore ho ascoltato qualcosa di molto simile ad un rumore bianco (che in acustica equivale, grosso modo, a quanto succede in ottica: il bianco è la somma di tutti i colori; così il rumore bianco è la somma di tutti i rumori; chiaro il concetto?).
Da tempo, anche da prima che smettessi di suonarci, preferisco i tanti locali, piccoli, dove quasi ogni sera c'è un gruppo diverso, a volte una cover band, a volte una band di ragazzine, a volte un cantautore coraggioso, altre volte qualche babbione come me, spesso delle ciofeche, a volte dei fenomeni. Di solito il pubblico non conta più di trenta persone, molte delle quali dopo un'oretta sono "lievemente" alticcie, ma te ne stai lì, al tavolo con una birra, con i tuoi amici, attento a scansare il sudore del chitarrista un po' agitato, la saliva di un cantante esaltato, con un occhio alle braccia del batterista e l'altro alle dita del bassista. Mi rendo conto che non è la migliore promozione per questo tipo di spettacoli, ma voglio rendere l'idea di quello che significa guardare e ascoltare qualcuno mentre suona con la stessa passione e la stessa energia che ci metteresti tu. Perchè lì, su quel palchetto di una birreria in culo al mondo, mentre regali musica a te stesso e alle trenta persone che c'hai di fronte, non sei per nulla diverso da un Ligabue o da un Vasco.
La magìa del live esiste ancora, eccome se esiste. Ma bisogna accettare il fatto che suonare è un modo per esprimere la verità di se stessi, senza compromessi, liberi da ogni esito, e che bisogna mettersi completamente in gioco, e correre anche dei rischi (o, come dice uno degli amici migliori che abbia mai avuto, bisogna "sporcarsi le mani"). Altrimenti è solo una competizione dove vince chi fa più soldi o ottiene più successo; e allora, a parte i soliti noti, perdono tutti.
L' ascolto della Pausini, ma più in generale di gran parte delle produzioni degli ultimi anni, mi suggerisce una riflessione, che giro a chi volesse cimentarsi.
Il livello tecnologico degli studi di produzione (registrazione, mastering, postproduzioni, i cd insomma!!!) è tale per cui oggi anche Paris Hilton può fare un album e non sfigurare affatto (questo è il vero miracolo) di fianco a Cristina Aguilera (tanto per dirne una). Le conseguenze implicite sono tantissime. Ad esempio, un lato positivo della tecnologia è che l'accesso alla possibilità di "incidere" (che equivale a quello che una volta era pubblicare un libro) è ormai esteso a chiunque, e l'unica vera differenza (sulla diffusione, non sulla qualità, sia inteso) è costituita dalla forza commerciale, cioè dalla capacità di promuovere e vendere.
Ma c'è anche almeno un lato negativo: se Paris Hilton, solo perchè è una bella gnocca e c'ha un sacco di soldi, può fare un disco che è addirittura piacevole, che cavolo devono fare Cristina Aguilera, o la Pausini stessa, o una Norah Jones, una Bjork, per distinguersi e magari metterci dentro anche un po' di arte??
Il che, tradotto in termini di narrativa, può intendersi: se un imbecille qualsiasi può scrivere senza alcuna spesa il primo cimento che gli rode in testa (che ne so, le Storie Brevi del dottor Ugo...) e trovarsi anche qualche incuriosito e affezionato lettore, che cavolo deve fare un vero scrittore, per fare qualcosa di veramente serio?
Oppure forse è meglio così...?
sabato sera ero in auto, di rientro da Bolzano, qualche ora di strada durante le quali ho ascoltato Fegiz Files in onda su Raidue. Prima la Pausini ha presentato il nuovo disco di cover, poi Tozzi e Masini hanno presentato il loro (di cover anche questo, più tre pezzi inediti). Qualche considerazione a ruota libera:
a) la Pausini c'ha la sindrome di Mina (e chi non ce l'ha?) e se la gioca con una macchina da guerra spaventosa, una superproduzione che ha sfornato lo "state of the art" fra musicisti e produzione in studio, per non parlare di quello che succederà con la promozione.
b) purtroppo per lei Mina è e resta assolutamente irraggiungibile. Il che non significa disprezzare la Pausini, che pure ha delle qualità immense, ma sottolineare semmai ancora di più che Mina è un alieno. Infatti le produzioni di Mina sono tutte "asciutte", arrangiamenti efficaci ma essenziali, con la sua voce in evidenza a dare un senso a tutto. La Pausini invece sceglie arrangiamenti imponenti, tipo Kolossal del cinema. Ma la differenza c'è e si sente
c) pare che la Pausini abbia registrato direttamente dentro la cattedrale di San Pietro, tanto è il fiume di riverberi ed effettistica usato (e anche abusato). Questo non le rende affatto onore e infatti il venerdì precedente, da Fiorello, cantando in diretta, senza compressori nè riverberi, la Pausini ha fatto una pessima figura. d) l'album della Pausini è comunque meraviglioso, lo comprerò sicuramente, non fosse per la scelta delle canzoni che ha reinterpretato
Tozzi e Masini hanno fatto un album di cover di se stessi (l'uno dell'altro). Operazione molto interessante che, anche se non nasconde la difficoltà attualissima per chiunque di fare uscire nuovi album (vedi Pausini), ha almeno il coraggio di tentare qualcosa di nuovo, con risultati sorprendenti, quali
1) Tozzi canta le canzoni di Masini molto, ma molto meglio di lui
2) Masini ha scritto testi molto, molto interessanti, apparentemente superficiali, sempre privi di risposte, ma mai scontati nè banali come invece per anni ci è stato presentato. Due su tutti: Cenerentola Innamorata e Perchè lo Fai. Le interpretazioni di Tozzi sono memorabili, davvero
3) i testi di Tozzi restano invece improponibili ("fammi abbracciare una donna che stira cantando", o "allah come gesù in chiesa o dentro a una moschea"...) ma cantati da Masini (che la prende meno seriamente) sono quasi passabili.
si vede che oggi è la giornata degli anni 80. radio 2 sta passando Beat It di Michael Jackson (1982) con l'indimenticabile assolo di Van Halen (mica baubau miciomicio....). E allora, per restare a tema, ci voglio mettere anche gli assoli di tastiere di Africa dei Toto e di Follow You Follow Me dei Genesis. Tombola.
la radio trasmette un pezzo di Kid Creole and the Coconuts. E così mi vengono i goccioloni agli occhi, ripensando ad un suo scatenato concerto alla Fiera di Bologna, metà anni '80. Lui, un fenomeno, le Coconuts, anche di più. C'entra poco col rock, ma molto con la mia giovinezza.
Sta circolando una cover di Diana cantata da Celentano e da Paul Anka. Non ho ancora capito se è recente oppure no. Mi manca il coraggio di scoprirlo, ma l'assolo di chitarra che c'è prima di Paul Anka è un po' troppo moderno per essere d'epoca. Che dire? Intanto mi tappo il naso...
Di sicuro non è iscritta a Magistratura Democratica.
col direttore poppoppo che la comanda, una piccola banda di paese
così, giusto per non dimenticarmi di qualcuno che, senza averlo mai saputo, mi ha mostrato la strada più bella della mia vita, anche se la più dolorosa.
Per me queste cose qui sui Beatles puzzano di decomposizione. Già le Anthology mi sembravano dei cadaverini. Let It Be Naked, poi, aveva un riverbero da oltretomba. Visto che ci siamo, butto il carico da undici, e ci metto anche The Seeger Session del Boss così chiudiamo il cerchio.
Ci sarà pure una buona cura contro adenoidi e raffreddori? Magari qualcuno potrebbe proporla al cantante dei Coldplay, e liberare lui (e noi!!!) del fastidio. Anche un po' di intonazione non guasterebbe, in un cantante, ma temo che qui la cura sia più complicata....
Nella settimana in corso Famiglia Cristiana ha lanciato una martellante campagna pubblicitaria radiofonica. Una ventina di secondi in cui un'imbecille che imita la voce di una bambina chiede al papà chi è san Valentino. Il papà, invece di mollare due schiaffoni alla finta bambina (come dovrebbero fare tutti i padri quando i figli fingono di parlare come se fossero degli infanti, con lo scopo di esaudire qualche capriccio) le spiega in breve la storia del santo.
Morale: insieme alla storia di san Valentino il settimanale propone un ciondolo (o una boiata simile) del santo al prezzo speciale di qualche euro.
is it a shame?
Come ogni "nuovo" singolo di Zucchero, anche Occhi mi ricordava qualcosa di già abbondantemente sentito. Oggi, dopo tanto tempo, ho riascoltato Creep dei Radiohead. Ecco, appunto.
ore 15.20 sto ascoltando rai radiodue, la Palombelli intervistata da Gli Spostati come ospite di critica cinematografica. Hanno appena passato il nuovo singolo degli U2, che mi pare di aver capito si intitoli Wind in the Sky. Commenti di Palombelli e Spostati: "gli U2 sono veramente grandiosi, anche questo sarà certamente un grande successo perchè ci è già entrato in testa e lo stiamo già cantando".
Daccordo sulla grandezza degli U2. Ma sono questi i motivi? Perchè una canzone ha una melodia così facile che non puoi fare a meno di ricordarla? Con questa prospettiva i Ricchi e Poveri dovrebbero essere venerati in tutti i luoghi di culto del mondo conosciuto.
Infatti poco dopo parte il duecentoseiesimo passaggio quotidiano di Neffa (del quale mi piacerebbe sapere da chi è sponsorizzato)..... Che pena!!!
Ci sono mille verità
che si possono vedere
dentro agli occhi della gente
da questa parte del bicchiere
avevo un sogno anch'io nel cuore
un grande sogno da realizzare
che non avrei scambiato mai
nemmeno con un grande amore.
Sognavo il mondo e il mio destino
che correvano veloci
come un treno sulla pianura
e dietro al finestrino
sognavo storie senza tempo
da raccontare con la chitarra
nessun padrone da servire
nessun amore da tradire.
Come era facile sbagliare
come era facile perdonare
così era facile anche amare
era più facile
Ci sono mille storie vere
che ogni sera mi si racconta
e sguardi scuri dietro a quegli occhi
che non riesco più a vedere
perchè ogni storia è la mia storia
di sogni grandi ormai traditi
raccolti dentro ad un bicchiere
da bere in queste notti nere
Come era facile sbagliare
come era facile perdonare
così era facile anche amare
era più facile.
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Solo chi ama molto è capace di grande odio. E chi ha profondamente odiato è capace di amore anche più grande. Per chi considera importante solo la propria maggior gloria, e per ottenerla non ha mai esitato perfino a vestirsi della pelle dei propri amici, per te che hai come unico obiettivo della vita quello di piacere a tutti, per te ho una notizia: hai fallito!!!! A me non piaci.
... là c'è sempre una batteria da suonare.... e una chitarra per amica
|
|