il corso "Lo Zen e L' Arte dell'Autodifesa ad Oltranza" è rimandato a data da destinarsi. il docente si è preso un anno sabatico in un grande faro costiero; siete pregati di non importunare, specie ora che quest'ultimo è stato scosso da una recente e improvvisa mareggiata. ci scusiamo per il disagio. la nuova data sarà affissa in bacheca appena disponibile.
perchè del maiale non si butta via niente, della maiala si tiene anche il numero di telefono....
l'avventura musicale ricomincia QUI. il luogo è diverso da questo, ed è pensato per contenere solo musica, o meglio ancora musica e ciò che della musica proposta abbia colpito l'attenzione, i sensi e l'intelletto degli autori che la propongono. come avevamo cominciato a fare qui, la società ricomincia dall'altra parte con l'amica leilani che ha già postato una delle sue fulminanti proposte. spero che presto si aggiungano gli amici che avevano cominciato l'avventura qui e altri ancora.
per me il nuovo anno comincia con un pezzo famosissimo. rita pavone in una cover di pete seeger. quello che pochi sanno è che il testo è una libera, liberissima interpretazione del Miguel Manara di Milosz....
oggi ho festeggiato il mio compleanno.
in paradiso.
perchè chi mi conosce lo sa, il paradiso è pieno di neve, e di donne....
e io, per non farmi mancare niente, di donne ne avevo persino otto, oggi.
una era mia moglie, la donna del mio cuore e della mia vita, che mi è stata sempre vicina e particolarmente in questi ultimi giorni, molto difficili, e questa volta con parole struggenti che non le avevo mai sentito prima.
la seconda era mia moglie, però no... in miniatura. mi ha sempre riservato un abbraccio e un sorriso di quelli che riempiono di luce il paradiso.
la terza era una donna coraggiosa e forte, molto forte, che mi ha mostrato una cosa faticosissima ma incommensurabilmente bella. l'amicizia.
la quarta era una donna non meno forte, ma ora molto sofferente. pur nel suo dolore non si è dimenticata mai di me.
la quinta era una donna molto simpatica e divertente, ma non le posso perdonare di non essere fuggita sola con me quando ne ha avuto l'occasione.
la sesta era piena di spine. e di pensieri gentili.
le altre due sono sempre nei miei pensieri. a loro voglio molto bene, ma ogni volta che le avvicino sento rumore di cristalleria in frantumi. devo supporre che siano loro a causarlo dato che io, chi mi conosce lo sa, sono assolutamente infrangibile. a loro sono dedicate queste foto; se mi leggono ancora, capiranno perchè.
(la chiave di lettura di questa affermazione è a tema col post, sta in una qualsiasi delle interviste ad alberto tomba, nato il... ooppss; cominciava sempre con "chi mi conosce lo sa...". lui, poverino, voleva dire "chi mi conosce lo sa che non sono stupido" ma la gente ovviamente ci metteva un secondo a capire che la verità era esattamente il contrario)
oggi ho festeggiato il mio compleanno in paradiso. sono andato a sciare.
con otto donne. erano tutte con me, le ho portate nel mio cuore e nei miei pensieri.
e uomini?? zut, i maschi sono pelosi e hanno l'alito cattivo. nel mio paradiso non se ne trovano altri.
che diamine.
21/12 - da profemate ho letto questo commento di vanwitch che mi ha molto attratto. e che le rubo perchè lo sento molto vicino al senso di questo post. come sempre, grazie...!!
"Il cuore di tutti è complicato, ma ho scoperto che è più bello parlare delle cose belle (anche solo intuite...) e sostenerci nella speranza che essere così realista da perdere il meglio della vita"
somiglia molto agli aforismi che tanto detesto, ma sento che c'è una differenza abissale in mezzo: la vita, l'esperienza. e, se farodisaggezza è ancora acceso, mi piacerebbe chiedere cosa ne pensa....





qualcuno si ostina ad essere scettico e a dubitare di ciò che dico. ma io so quello che dico (quasi sempre) e se vi dico che in paradiso nevica alla grande vuol dire che in paradiso nevica alla grande. non vi aggiorno invece sulla musica che costì si ascolta....
"Chi insegna che non la ragione, ma l'amore sentimentale deve governare, apre la strada a coloro che governano con l'odio."
Karl Popper
"Se avessi tre palle sarei un flipper."
anonimo
la differenza fra un aforisma e una stronzata è molto sottile. a volte le due cose coincidono. ma certe stronzate, scritte sotto forma di aforisma, paiono fatte apposta per escludere una qualche parte dell'uomo, guarda caso sempre quella che fa più paura, quasi che trovarsela addosso sia un errore imperdonabile del nostro Creatore.
Buonanotte.
Fu il ramo suo più alto
che il ciliegio chinò
ed il padre di suo figlio
così l’accontentò.
oggi ri-guardavo Casper insieme a mia figlia. nella scena in cui la ragazza e il fantasma stringono amicizia, una domanda all'altro: "puoi farmi del male? no. e io, posso farti del male? no". poco dopo leggevo un post di Vanwitch" che mi ha richiamato quello scambio di frasi del film. perchè? non so bene neanche io, ma forse ha a che fare col fatto che è ovviamente impossibile mantenere promesse del genere, nella vita reale. ma per fortuna non finisce qui, come se fosse una sfiga senza speranza. nella vita reale succede qualcosa di più, qualcosa di meglio. è quello che suggerisce Vanwitch: "ci sono modi di essere che fanno crescere le cose più di ogni teoria più di ogni ragionamento più di ogni progetto". nonostante il male che si vorrebbe non fare, nonostante quello che si vorrebbe non ricevere.

un imprevisto è la sola speranza. "nonostante" sia una stoltezza dirselo
mi piace la neve. così come quell'altra cosa che adesso mi sfugge, la neve è una delle prove inoppugnabili non appena dell'esistenza di Dio, ma soprattutto della Sua infinità bontà. la neve ha in sè qualcosa di misterioso e puro, una mistura di complessità e perfezione che si manifesta nella semplicità e nella bellezza. quando arriva copiosa si stende sopra al mondo, sopra alle cose belle e sopra alle brutture e, per il tempo che il freddo la mantiene integra, le nasconde tutte, le mette in secondo piano. non è un'illusione. la neve è vera, così come quell'altra cosa che adesso mi sfugge. è anche troppo vera, a volte, e può far danni. altro che illusione. tu sai che sotto quello splendido manto c'è ancora l'oro e la merda che c'erano prima. sai che la neve se ne andrà e che tutto ritornerà come prima. come prima? no, non come prima, perchè la neve, così come quell'altra cosa che adesso mi sfugge, è una promessa di felicità. è una realtà data per sperimentare la bellezza del paradiso. non di quello che ci attende domani, ma di quello che viviamo ora. la neve, così come la gnocca (ecco, ce l'avevo sulla punta della lingua...) è una pienezza di vita, una gioia per il cuore, per vivere il centuplo quaggiù. e quando avessi a dipartirmene, mi si faccia la premura di corredare il mio sarcofago con sci e indumenti pesanti: pare che in paradiso (dove modestamente arriverò senza alcun dubbio) si trombi in continuazione mentre fuori nevica oltre misura.


 
 
ehm, scusate il disturbo... ho un messaggio per la luce dei miei occhi, faro di saggezza ai bordi di questo oceano di sciocchezze: "spiacente, io so già suonare la batteria. e ti pareva?..."
Ci sono pezzi che evadono dal contesto. Sono troppo grandi per non volare.
E non si può non essere rapiti, strappati, o anche allucinati, dal tormento di ciò che vive al dì sopra delle cose, di ciò che si libra in alto. Street Spirits per me è questo. Un arpeggio quasi ossessivo, sapientemente arrangiato da una batteria in leggero crescendo, ed una melodia che sembra voler affondare il coltello nel cuore
Avevo intenzione di postarne un'altra di Dylan, più matura e polemica, ma mi sono svegliata in umore da Stones. La canzone credo la conoscano anche i minerali, i Rolling Stones pure, perciò non mi dilungo in spiegazioni. E' emblematica per molte persone, me compresa: il primo anno in cui ho vissuto da sola venivo svegliata puntualmente dal venditore ambulante che si piazzava sotto la finestra alle 7 del mattino sparandomi questa o Mr Tambourine Man a un volume considerevole. Era molto d'atmosfera sentirsi urlare "how does it feel to be on your own" a 500 km da casa.
Il video è del 1995, diretto da Michel Gondry e con la partecipazione di Patricia Arquette (con la quale avrebbe girato anni dopo Human Nature, che nel suo genere è un piccolo capolavoro). Io lo trovo geniale.
offresi due biglietti scontatissimi per viaggio e soggiorno (x+2) settimane in Polinesia. tel. ore pasti no perditempo, etc. etc...
sono molto spiacente, profemate, non posso più rapirti e fuggire con te. sono insorte almeno due complicazioni:
la prima me l'ha fatta presente mia moglie; mi ha detto "tu fuggi pure con chi ti pare, ma se vai in polinesia porti anche me, che è una vita che ci voglio andare"; di fronte a una dichiarazione di amore così appassionata, il mio duro cuore si è spezzato. la seconda è che nel frattempo mi è giunto questo video, accompagnato da bigliettino con un messaggio esplicito "non con lei, fuggi con me. firmato sognasognabelbambinononteladoneancherimanessilultimouomosullaterra". io non ho capito, la gente sceglie proprio dei nick curiosi... insomma, qui c'è la fila e io non posso tenere a bada tutti quanti
Questo pezzo fa parte della colonna sonora della mia vita. Non è una hit, non è un singolo, non è uno dei più significativi del gruppo. Ma è per questo che mi piace: non c'è bisogno di essere ai vertici, per essere intensi, per essere vivi, per trasmettere qualcosa. Non solo le leggende possono far sognare.
L'hard rock/blues californiano dei Metallica incontra l'armonia classica, fondendosi in uno dei rarissimi esperimenti del genere.
Bleeding Me - Aspettami
scusate, mi intrometto solo per presentarvi il nuovo componente di questo eterogeneo blog. dopo leilani ora tocca a invisiblekid. ha scelto questo pezzo per presentarsi e io lo ringrazio olto, sia del pezzo che di essere qui.
vorrei vederti ballare ma, in effetti, mi basterebbe anche solo vederti ridere. anzi, a dirla proprio tutta, mi accontenterei di sapere, anche senza vederlo, che c'è un sorriso, anche piccolo piccolo, da qualche parte, magari in un angolino dello schermo
e se per caso neanche uno di questi due, nemmeno quello con la maglietta più cool, riuscisse a strapparlo, quel sorriso, ecco che potreste cimentarvi con questa demenza. uh, provate a pensare a uno di quei due imbecilli lì sopra (non dico chi, se no è troppo facile) tutto dipinto di grigio, con tanto di antennine in testa, che suona 'sta roba. è dura uscire indenni dagli anni '70...
ho chiesto ad una persona "virtuale" di proporre canzoni in questo blog (per ora una, quella del post precedente, poi spero che avrà tempo e voglia di proporne altre). leilani non solo esiste veramente (!!!) ma ci ha pure messo solo qualche decimo di secondo ad accettare l'invito e ancor meno a proporre un ascolto. e mi sono anche reso conto che non ha fatto per superficialità o leggerezza nè l'una nè l'altra cosa. e infatti la canzone valeva la pena di essere ascoltata, o pure ri-ascoltata. e più ancora mi ha interessato ciò che ha detto per "raccontarla"
la canzone proposta da leilani, o meglio il testo di una delle varie versioni, ha una singolare (ma nemmeno tanto strana) "assonanza" col testo di una canzone brasiliana, molto conosciuta in quel paese tanto da essere una vera e propria canzone popolare, anche se relativamente recente. e così eccomi qui a proporre l'assonanza, la similitudine.
romaria
È di sogno e polvere il destino di un uomo solo come me, perso nei miei pensieri, sul mio cavallo. È un destino di lazzo e nodo, di poveri calzoni da festa e gilet, di questa vita sofferta in solitudine.
Mio padre era un “peao”, mia madre era la solitudine, i miei fratelli si sono dispersi cercando l’avventura. Sono divorziato, ho giocato, ho investito, poi ho abbandonato. Se esiste la fortuna, non lo so, non l’ho mai vista.
Mi hanno detto però di venire qui, in pellegrinaggio, in preghiera, per chiedere la pace nelle mie disavventure. Ma dal momento che non so pregare, sono venuto semplicemente a mostrare il mio sguardo.
halleluja
...e anche se
tutto è andato storto
resto davanti al Signore del Canto
con niente altro che esca dalla mia bocca se non
Alleluja
la versione qui proposta non è certo l'unica, e nemmeno l'audio è un granchè, ma dopo aver visto.... scusate, "ascoltato" la cantante ho deciso che ne valeva la pena. e poi così si apprezza la spontaneità e l'estemporaneità dell'esecuzione (così si direbbe pur di non dire semplicemente che è una bella gnocca...)
Leonard Cohen l'ha messa al mondo nel 1984, chiuso in una stanza d'albergo, scartando pile e pile di versi prima di trovare quelli giusti. E' stata ripresa da decine di artisti, tanto quanto Knockin on Heaven's Door di Dylan e con lo stesso impatto emotivo. Io non sono in grado di trovare le parole adatte per descrivere quello che rappresenta per me, so solo che sentendo Jeff Buckley cantarla pochi riescono a evitare gli occhi lucidi.
E' redentiva e dolorosa allo stesso tempo, fa leva su un'esperienza universalmente condivisa, quasi come una crisi di pianto liberatoria - love is not a victory march, it's a cold and it's a broken hallelujah (l'amore non è una marcia vittoriosa, è un hallelujah freddo e spezzato). Si potrebbero perdere ore a spiegarne tutti i riferimenti, ma secondo me va semplicemente ascoltata ed amata.
(in caso qualcuno si chiedesse chi sono e cosa ci faccio qui, sono stata assunta dal padrone di casa come occasionale consulente musicale, salve a tutti ^_^)
quali possono essere i punti di contatto fra un polpettone simil-romantico ed una delle vette più alte delle arti dell'uomo di ogni tempo? e cosa possono avere entrambe in comune con harry potter? sono molto restìo a credere alle coincidenze con cui le tre cose mi si sono presentate alla memoria in questi giorni, e molto più propenso a pensare di averle create, le coincidenze, assecondando la mia ragione mentre desidera e chiede il senso di una assenza che senso non ha.
ti prego ricorda
ti prego ricorda
ero li per te
e tu eri li per me
ti prego ricorda
una richiesta, una preghiera comune, quasi banale, forse anche senza speranza, perchè riposta, nel caso di questo polpettone, in una storia d'amore ormai esaurita. ma è una richiesta che sembra attraversare imperturbata i secoli e le generazioni. forse non è la stessa domanda, ma percorre quasi inalterata lo spazio misurabile di centinaia di anni e quello siderale del genio che in questa forma l'ha tramandata a noi attraverso le parole di una donna: il desiderio di essere amata, di essere ricordata, di essere pensata.
e harry potter?
la colpa ovviamente è tutta dell'aliena e del suo cappello muto: manco a farlo apposta mi ha assegnato ai serpeverde. e allora come potrei non immedesimarmi in una delle frasi più belle dell'intera saga di harry potter, pronunciata proprio da un serpeverde? anzi, nemmeno una frase, ma una sola parola, pronunciata da severus piton, verso la fine del settimo libro.
non so più quanto possa essere importante per il destinatario, ma è un messaggio.
ti ricordo. "always". per sempre.
un padre e una madre. una famiglia dove crescere. anche quando non c'è, o non ci sono loro, resta il luogo dove Dio ci ha voluto creare e di cui fare memoria per imparare a conoscere la strada per diventare uomini.
dedicata a mia madre
avevo coinvolto un amico ritrovato per preparare una lista di canzoni da cantare o fare ascoltare a bivigliano.
l'amico per fortuna l'ho ritrovato subito, mentre la lista ovviamente l'ho ritrovata una settimana dopo il necessario..... fra le canzoni suggerite c'era questa.
lasciamo stare gli espliciti riferimenti alla "leva del '68", gente che ha da tanto tempo appeso gli ideali a "qualche tipo di muro", etcetera etcetera. lasciamo anche da parte la citazione finale di una delle più belle e stranamente meno conosciute canzoni di battisti (vento nel vento, che fra le altre cose dice "io e te, stesso desiderio di morire e poi rivivere......!!!!).
quello che mi ha sempre colpito, di questa canzone, è l'allenatore.
un padre, un fratello, un amico, qualcuno che ha fiducia in te, che vede quello che tu non riesci a vedere di te stesso, che riconosce il talento e la determinazione, e ti stimola, ti incoraggia, ti provoca, ti aiuta.
ti libera. e ti e-duca, cioè ti porta "fuori" da quello che sei perchè tu diventi ciò per cui sei stato fatto
"nino non avere paura
di sbagliare un calcio di rigore
non è da questi particolari
che si giudica un giocatore...
....l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento
...il ragazzo si farà,
anche se ha le spalle strette..."
dedicata a mio padre
il mio post su bivigliano, cioè quello che potrebbe essere un resoconto di due giorni di pura grazia, non è in realtà un resoconto. forse è più un racconto, attraverso canzoni. eccole
a parte qualche perplessità sul fatto che "anche il dolore poi ti apparirà meraviglioso", concordo con tutto il resto della canzone di modugno! se qualcuno ha qualche dubbio si tenga libero per il prossimo "torneo tre maghi"
ma a costo di mangiarmi un post (quello che avrei potuto fare tenendole separate, voglio attirare l'attenzione su un'altra canzone. il suo titolo è "nothingman", uomo da niente, nullità. e così si capisce perchè voglio tenerla unita insieme a modugno, anche se il paragone farebbe rabbrividire anche il più scafato dei musicologi. per fortuna io musicologo non sono, e quindi mi permetto ogni follia, tanto poi questa è casa mia.
sono molto legato a questa canzone, e a questo testo in particolare, non meno che a quello di modugno. chiedo agli amci che passano di qui di leggerlo ascoltando la canzone, e la fatica di rifletterci un po'.
Una volta divisi
nulla è rimasto da perdere
Ci sono parole che una volta dette,
non possono essere rimangiate
Lui cammina per i fatti suoi
con pensieri che non lo sorreggono
Il futuro incombe
Mentre nel passato era lento e stanco
Colpito da un lampo improvviso, maledisse il giorno che si lasciò andare
Uomo da niente, uomo da niente
Non è forse già qualcosa?
Uomo da niente
Una volta lei credeva
in ogni cosa lui avesse da dirle
Un giorno divenne inflessibile,
prese un' altra strada
Sguardi vuoti
Da ogni angolo di una cella condivisa
Uno fugge
un altro rimane nel bene
Ma chi dimentica,
sarà destinato a ricordare
Uomo da niente, uomo da niente
Non è già qualcosa?
Uomo da niente
nulla qui è casuale, meno che meno queste canzoni. le dedico, per motivi i più diversi, a S, G e F. e soprattutto le dedico a una straniera che mi ha fatto capire perchè esserci.
that's the ring on my finger
you see, the one with your name
you know why it was filed
now you know why it's back again on my finger
it's Love, nothing but Love
c'è una bellezza che non riesco proprio ad esprimere, di cui so per certo l'origine e la destinazione, ma di cui non sono in grado di raccontare lo svolgersi. c'è una armonia che va ben oltre quella osservante delle regole meccaniche dell'udito, una dolcezza che supera la suggestione della successione delle note.
c'è una forza più grande della più determinata delle volontà: è quella dirompente propagata dal genio e dal talento di musicisti e compositori, dalla meraviglia del suono, dalla possibilità di usare un linguaggio che non si accontenta solo di "raccontare", ma assai di più di evocare, di suscitare dentro di me, e dentro chiunque abbia cuore per fermarsi ad ascoltare, una nostalgia profonda, ma serena, un senso di incompiuto che può compiersi, una speranza.
la speranza che ogni caduta, ogni errore, ogni peccato siano compresi, accolti, abbracciati. perchè c'è una sola cosa alla fonte di questa delizia, e fosse anche l'unica che ci unisce, rimane sempre più grande del più grande dei nostri errori.
per questo, e per niente altro, vale la pena vivere, amare, suonare, scrivere, scriversi, conoscere, conoscersi, dimenticare, dimenticarsi, fare del male, allontanarsi, perdonare, perdonarsi.
prima di tutto la dedica: a factum, che si stupisce (giustamente) di centoquarantamila persone che pagano il biglietto per vedere un rocker.... queste non le ho contate, ma ho la netta impressione che siano molto ma molte di più ! :-)
può sembrare strano che ci sia da tirare fuori del buono da michael jackson.
questa canzone, per esempio, ha un testo pieno zeppo di luoghi comuni ad altissimo contenuto glicemico, ed il video "ufficiale", così come questo del resto, è altrettanto pieno di immagini che più "comuni" non si può.
dal punto di vista musicale il brano "sta in piedi" su collaudatissimi stratagemmi, le armi più potenti di michael jackson: una voce inconfondibile, risultato di una combinazione unica di timbrica, intonazione e ritmica; un uso dei cori perfettamente in sintonia con la sua voce e, in questo caso, un basso dalle soluzioni armoniche molto semplici ma arricchito da una ritmica virtuosa e potente.
per intenderci, il basso svolge due principali figure armoniche, una discendente (tipo do, si la, sol, peraltro usata solo una volta) e principalmente una, quella del ritornello, ascendente (do, mi, fa, sol). sono soluzioni molto semplici e di sicuro risultato, attorno alle quali il "manico" del bassista sviluppa alcuni virtuosismi di grande effetto
con una roba del genere sotto al culo, anche uno stonato potrebbe far la sua porca figura. figuriamoci se a cantare c'è michael jackson....!!!!!!
questo era giusto per fare un esempio dell'ambito in cui si muove questo pezzo, tralasciando tutto il resto, arrangiamento di grande presa (come ad esempio il lungo finale in cui il brano resta sempre sullo stesso accordo e così conclude non risolvendolo mai nella tonalità), gli stop, le modulazioni, il balletto, le luci, i suoni, gli svenimenti vari, etc....
quello che ha attirato la mia attenzione è il testo del ritornello:
Loro s'inseguono nel vento lo sai
perchè non hanno un posto dove andare
è per questo che io voglio che tu sappia
Che inizierò con l'uomo che vedo allo specchio
gli ho chiesto di cambiare la sua strada
e nessun messaggio può essere più chiaro
se tu vuoi rendere il mondo un posto migliore
se vuoi rendere il mondo un posto migliore
guarda a te stesso e fai un cambiamento
se vuoi rendere il mondo un posto migliore
guarda a te stesso e fai un cambiamento
banale, vero? eppure, non si tratta in fondo di conversione?
cara amica marta
è un regalo riciclato, sono le parole di altri
ma oggi (hoy...) penso solo a te, a voi due, al giorno che state per vivere
accetta questo regalo
buona splendida giornata!!
Porto marchiati nel petto
tutti i giorni che il tempo
non mi ha permesso di stare qui
Ho una fede che matura
che mi accompagna e mi cura
da quando ti ho conosciuto.
Ho un'impronta perduta
tra la tua ombra e la mia
che non mi lascia mentire
Sono una moneta nella fontana
tu il mio desiderio sospeso
la mia voglia di rivivere
Ho un mattino ogni giorno
e un acquerello nella speranza
di vederti dipinto di azzurro
Possiedo il tuo amore e la tua fortuna
e un caminetto scoppiettante
Ho il mare dall'altra parte
tu sei il mio nord e il mio sud
Oggi ti vedrò di nuovo,
mi avvolgerò nei tuoi vestiti
sussurrami nel tuo silenzio
quando mi vedrai arrivare
Oggi ti vedrò di nuovo
rallegrerò la tua tristezza
Facciamo una festa
perchè questo amore cresca di più
Ho un eterno mattino
e un acquerello nella speranza
di vederti dipinto di azzurro
Possiedo il tuo amore e la tua fortuna
e un caminetto scoppiettante
Ho il mare dall'altra parte
tu sei il mio nord e il mio sud
ma sì !!! non di solo rock ci si estingue.
un pizzico di nostalgia (solo un po'...) per quegli anni e nessun rimpianto per quegli abbigliamenti !!!
e la musica ? beh, senti come pompa il basso !!!!
ho sempre sentito dire che le cose preziose stanno altrove.
a scuola, che la vera sfida era l'università; all'università, che sarebbe stato il lavoro; al lavoro, che sarebbe stato diventare più grandi e più ricchi; e aspettare di fidanzarti, e aspettare di sposarti, e aspettare di avere dei figli, e....
le cose preziose sembrano essere sempre quelle che non hai. e così il desiderio, vivo e puro, che agita il cuore di ciascuno di noi, diventa rimpianto e insoddisfazione.
a meno che....
a meno che non ci si accorga che le cose preziose sono quelle che uno sta vivendo, la vita che ha davanti agli occhi; solo che aspettando di viverne un'altra, magari virtuale come queste nostre vite da blogger, quella vera rischia di andare sciupata
c'è una canzone che a me è sempre piaciuta moltissimo per la sua atmosfera da anni '80, pur essendo recente. mi attraeva qualcosa che però non riuscivo a mettere bene a fuoco, a cominciare dal titolo.
fino a che non ho letto bene il testo, che qui riporto tradotto (spero bene...); ho finalmente capito che cosa mi attirava: quella speranza concreta, quell'affidare le cose preziose, la propria fragilità, a qualcun Altro.
ed è sorprendente che certe intuizioni arrivino da personaggi che, apparentemente, non sembrano ispirati questo tipo di sensibilità
dedicata a due amici che si sposeranno prestissimo, e ad altri due che si sposeranno in un futuro non molto lontano. perchè anche la loro fragilità possa essere affidata a Dio, che ne faccia gioia. dedicata un po' anche a me, che in quanto a rovinare cose preziose, non me la cavo male...
Le cose preziose e fragili
Hanno bisogno di mani speciali
Dio mio cosa ti abbiamo fatto
Abbiamo sempre provato a dividere
la più tenera delle attenzioni
Ora guarda cosa ti abbiamo portato ad affrontare
Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Io credevo che noi saremmo riusciti a controllarle
Ma le parole non dette
Ci hanno lasciati cosi fragili
c'era rimasto così poco da dare
Gli angeli con le ali d'argento
Non dovrebbero conoscere la sofferenza
Io vorrei poter allontanare il dolore da te
Se Dio ha un piano per noi
che solo lui può capire
Io spero che lui guardi attraverso i tuoi occhi
Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Io credevo che noi saremo riusciti a controllarle
Ma le parole non dette
Ci hanno lasciati cosi fragili
c'era rimasto così poco da dare
Io prego affinchè tu possa imparare ad avere fiducia
Abbi fede in noi due
E tieni una stanza per noi due nel tuo cuore
Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Io credevo che noi saremo riusciti a controllarle
Ma le parole non dette
Ci hanno lasciati cosi fragili
ll loro amore moriva
come quello di tutti
come una cosa normale e ricorrente
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole aver la gente.
ll loro amore moriva
come quello di tutti
non per una cosa astratta
come la ....
loro scelsero la morte
per una cosa vera
come la ....
ringrazio Dio di avermi dato un cuore pulsante, palpitante.
lo ringrazio per avermi donato un cuore sempre in subbuglio, mai sazio, ferito, sanguinante, pieno di desiderio, facile all'ira così come al dono, facile al pianto così come al riso.
ringrazio Dio per avermi donato un cuore così, capace di essere felice
Badlands è un caposaldo nella storia del rock, e pure in tante altre storie. è una di quelle canzoni che racconta bene una situazione, ma nel contempo è immensamente "evocativa", cioè capace di arrivare a ciascuna persona e "tirargli fuori" dall'anima un sentimento, un senso, una evidenza e un significato personale, cioè perfettamente calzante con la propria vita e soprattutto con i desideri del proprio cuore
in questa storia le "badlands" sono le periferie suburbane, i sobborghi poveri, i luoghi dove vivere è competizione, guerra, contro gli altri, contro se stessi, contro il degrado della propria anima, contro il conformismo che chiuque altro vuole importi per misurarsi con te ed esserti superiore.
ma non è affatto difficile che queste badlands, questi "postacci", possano evocare ben altri luoghi, apparentemente più lindi e profumati, superficialmente pieni di serenità e mitezza, dove il metro di paragone diventa la capacità di usare l'intelligenza per manipolare la realtà, per manipolare gli altri, per misurarli con un metro solo appena un poco diverso da quello di un ghetto; ma non meno violento.
Il povero vuole essere ricco
Il ricco vuole essere un re
E un re non è mai soddisfatto
Fino a che non comanda ovunque
Voglio uscire stasera
Voglio scoprire quel che ho
Ora credo nell'amore che mi hai dato
Credo nella fede che mi potrà salvare
Credo nella speranza e prego che un giorno
Mi risolleverà al di sopra di questi
"Postacci"
Per quelli che hanno una certezza
Una certezza radicata
Che non è peccato essere felici di essere vivi
Voglio trovare un viso che non mi giudichi nel profondo
Voglio trovare un posto
Voglio sputare in faccia a questi
"Postacci"
Sono preso in mezzo a un tiro incrociato
Che non riesco a capire
Ma c'è una sola cosa che so per certo
Non me ne frega niente
Delle solite vecchie scene
Non me ne frega niente
Di quelle ancora in atto
Dolcezza, io voglio il cuore, io voglio l'anima
Voglio il controllo proprio ora
Parlare di un sogno
Cercare di realizzarlo
Ti svegli di notte
Con una paura così vera
Spendi la vita aspettando
Un momento che non vuole arrivare
Bene, non perdere il tuo tempo ad aspettare
in questo video c'è tutto ciò che io trovo nella musica, e in alcuni personaggi in particolare, anche se non necessariamente "rock": emozione, tensione, esaltazione, amore, bellezza, gusto, senso, destino. vita.
nel lungo intermezzo centrale, in cui la ritmica continua a martellare mentre la dinamica del suono si abbassa per lasciare spazio al coro del pubblico, ecco in quel coro a me pare di scorgere qualcosa di molto simile a un popolo, ingenuo e instabile, ma popolo, così tanto simile a come poteva essere la moltitudine che seguiva Gesù e che, pur essendo da lui sfamata e saziata, ancora pensava di poterne fare un semplice re. un popolo però così desideroso di ascoltare quella parola che il cuore di ciascuno di loro desiderava, da far dire a Gesù, nella sinagoga, la cosa più scandalosa di tutte: chi mangerà del mio corpo e berrà del mio sangue vivrà in eterno.
nessuna stupida illusione: Bruce non è Gesù e nemmeno crede di esserlo nè io credo che lo sia. per me rimane "solo" una forza della natura... un genio, cioè qualcuno capace di farmi percepire la bellezza di Dio attraverso la verità della sua ispirazione e attraverso una dedizione totale ad essa. tutto qui.
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