Interessante documentario, l'altra sera su La7, presentato da Valerio Massimo Manfredi e incentrato su alcuni aspetti della Russia degli anni di Stalin. Oltre a varie cose che già sapevo, mi ha colpito qualcosa che non conoscevo, e cioè l'esistenza della "Casa lungo il fiume".
La Casa lungo il fiume era un enorme complesso residenziale, se ricordo bene composto da migliaia di appartamenti, fatto costruire appositamente da Stalin lungo il fiume, appunto, e di fronte al Cremlino. Ufficialmente lo scopo era di fornire agli uomini "migliori", eletti e prescelti fra quelli del partito e dell'esercito, e alle loro famiglie, tutta una serie di privilegi, fra cui appunto quello di abitare appartamenti con agii molto superiori alla media russa di allora.
Questo e altro servivano come incentivo per spingere questi uomini a dare il meglio di se stessi e contribuire così alla giusta causa del partito e della rivoluzione.
In realtà l'intero complesso era concepito per avere, a due passi dal centro nevralgico della Russia, il completo controllo di ciascun singolo abitante della Casa, e perciò questa era fornita di strumenti di ascolto delle conversazioni, pattugliato da guardie che controllavano ogni singolo visitatore, e persino dotato di ingressi di servizio a ciascun singolo appartamento attraverso cui nemmeno gli inquilini potevano accedere, ma solo la polizia, e attraverso cui infatti molto di frequente intere famiglie venivano letteralmente portate via, di nascosto nel cuore della notte, a causa di comportamenti non conformi, sospetti o semplicemente per delazione di qualcuno.
L'aspetto psicologico era fondamentale, e perciò gli abitanti venivano continuamente sollecitati a rendersi conto di essere sorvegliati, cioè costretti, più che incentivati, a comportarsi secondo le direttive del partito, salvo poi rendersi conto che la mannaia della polizia poteva cadere su di loro in qualsiasi momento. E ciò di fatto fu una delle tante cause del fallimento di quel sistema.
Riflettevo a quanto una simile coercizione sia infinitamente più facile ai nostri giorni. Penso a internet, attraverso cui utilizzando più o meno complicati spyware si può accedere a qualsiasi computer; penso ai gps e ai sistemi satellitari, attraverso cui ciascuno di noi può essere localizzato in qualsiasi momento e dovunque si trovi; penso alle conversazioni telefoniche, facilmente intercettabili allora come adesso; penso a tutta la tecnologia di cui per lo più si ignora l'esistenza, o di cui comunque si ignora l'effettivo utilizzo e la portata.
Insomma, oggi più di allora